Musica, scene e fantasia per entrare ne "Il bar sotto il mare"
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Recensioni

Una scrittrice, Pia Fontana (scomparsa nel 2009). Un’artista, senza nome, interpretata da Cristina Crippa. Un regista, Elio De Capitani. Una scena quasi vuota, popolata solo da impalcature mobili per dipingere sul muro in altezza, illuminata da Nando Frigerio. Siamo nello studio d’arte della protagonista de “La numero 13”, fino al 29 aprile al Teatro Elfo Puccini per una produzione, andata già in scena nel 2002 e nel 2009, del Teatro dell’Elfo in collaborazione con Outis – Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea. In questa descrizione di presenze poco definite la vera protagonista è un’anima, quella della giovane nipotina dell’artista morta a soli 13 anni.
La pittrice entra in scena e si va a sdraiare, stremata, sulla più bassa delle impalcature. Parla della sua visita, quotidiana, al Cimitero Monumentale, a trovare la tomba della nipote. E da qui inizia una confessione non tanto al pubblico quanto, forse, a se stessa, per capire e riverlar(si) chi sia quella bambina. Una semplice nipote con cui si è instaurato un rapporto particolarmente profondo? O è la sua stessa figlia? E chi è la sorella, madre della piccola, amata e sempre perfetta? È l’alter ego dell’artista, o è davvero la copia ideale (o idealizzata) di quella imperfetta? Una confessione, quindi, o meglio una libera esternazione dei propri sentimenti, in cui entrano prepotentemente il Cimitero Monumentale di Milano, con il suo silenzio, e la tomba della ragazzina, su cui veglia la scultura di un Angelo. A cui l’artista è solita recarsi e nelle cui vicinanze siede per ore, a contemplarla.
A questo raccoglimento fa eco il perbenismo della società, che non capisce la mentalità svincolata dalla forma di un’artista, che sceglie di non sposarsi e di non avere figli.
Mentre la pittrice si confessa, dipinge le pareti del suo studio di giallo, per cancellare il bianco accecante che le copre e in cui vede “indifferenza ed estinzione”. Pareti colorate, quindi, per portare nuova luce.
Finchè, metro dopo metro, è anche la confessione a illuminarsi diversamente: “non hai nessuna sorella, è tutto nella tua testa.” E la morte della ragazzina sarebbe un suicidio motivato dal soffocamento dell’amore della madre.
Eppure, vedendo lo spettacolo, non si capisce precisamente quale sia la verità, il reale punto di vista con cui guardare. Se quello bianco, pre-esistente, o quello giallo, che la pittrice ci propone con la sua confessione. Un monologo che lascia in sospeso, che parla di un dolore poco chiaro e quindi di difficile condivisione. Un’ora sola, ma dalla cui mancanza di appigli in certi momenti si vorrebbe fuggire.
INFO. Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano
Tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
DURATA: 70 minuti
ORARI: Mart/sab. ore 19.30; dom. ore 15.30
PREZZI: intero € 34 / <25 anni >65 anni €18 / online da € 16,50
Proprio alle spalle del teatro, a tre minuti di distanza, è una trattoria che fa parte di una catena di locali sparsi tra Milano e l’hinterland. Ma la conduzione risulta familiare, cordiale ed efficiente. Ambiente semplice, due piani di sale e salette arredate con gusto semplice e senza il diffuso show off meneghino. Piatti frutto del mix di culture gastronomiche della casa, cilentane, toscane e salentine, con un pizzico di Basilicata ( i peperoni cruschi) offre una gamma di gustose pizze, fritti, fiori di zucca ripieni, melanzane imbottite, carni e pesce… ma non manca il tocco lombardo con l’immancabile risotto e la cotoletta orecchio di elefante (pure in versione imbottita con mortadella e altro). Prezzi intorno ai 20-25 euro , calice di vino o birra compresi.
Indirizzo: Via Alessandro Tadino, 41
Website: https://littleitalymilano.com/
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