Una mostra spettacolo a Monza alla Villa Reale, per parlare di Streghe in modo coinvolgente e nuovo

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Oltre il sipario

Pubblicato Novembre 7, 2022

Oggetti e opere provenienti da collezioni private per entrare nel mondo delle donne degli Amuleti e dei Sabba provando a vederle in una nuova luce: quella di donne autonome e indipendenti per tutto l'arco della Storia

La bacchetta magica: in mostra ce n’è una del XX secolo. Proviene dal Museo di Witchraft and Magic che si trova a Boscastle, un villaggio della Cornovaglia (Inghilterra). La punta è un simbolo fallico, esattamente come lo è il fatto di volare a cavallo di una scopa. La strega è una donna sola, autonoma e indipendente. I simboli del potere li racchiude nei suoi strumenti. La bacchetta magica in particolare veniva strappata da un albero, non dopo aver chiesto ad esso il “permesso” di utilizzare un suo ramo, e la sua energia, per trasformare una situazione o compiere un incantesimo. Stiamo parlando di un Mondo, quello della stregoneria, che, e non è ovvio, ha attraversato tutte le epoche della storia dell’umanità fino ad oggi.

Credit @Marta Calcagno Baldini

La mostra “Stregherie. Fatti, scandali e verità sulle sovversive della storia” alla Villa Reale di Monza ancora fino al 26 febbraio porta gli spettatori non solo a guardare, ma anche a vivere personalmente la ricostruzione di fatti, scandali e verità sulla figura della strega. Che, secondo Luca Scarlinicritico d’arte e curatore della mostra, è un fenomeno sociale unico: “una donna che poteva avere una visione diversa del Mondo -spiega il curatore-. Certo, a costo di a subire torture lungo tutti i secoli, ma era una figura femminile autonoma e indipendenteQuesta mostra cerca di raccontare qual era il punto di vista della strega”. Sono esposte le incisioni, le stampe e i libri che provengono dalla Collezione Guglielmo Invernizzi, corniciaio comasco nonché appassionato al fenomeno della stregoneria, oltre a una selezione di poster provenienti dalla raccolta di manifesti cinematografici di Alessandro Orsucci. Sono presenti vari esempi di oggetti afferenti al mondo delle streghe dal già citato Museum of Witchraft and Magic di Boscastle e una selezione di materiali provenienti dalla Biblioteca Bertoliana di Vicenza che trattano il romanzo storico “La strega di Monza” di Giovanni Bertoldi di Vicenza appunto.

Credit @Marta Calcagno Baldini

Nella mostra, ideata e prodotta da Vertigo Syndrome con il patrocinio del Comune di Monza, ciò che colpisce è l’allestimento, che non dà una linea precisa e immediata di un percorso da seguire, facendo sentire il visitatore come in un labirinto. Le mostre presentate da Vertigo Syndrome, infatti, sono escogitate e costruite partendo dal presupposto che i visitatori abbiano tutto il diritto di essere impreparati quando fanno il primo passo all’interno dei percorsi espositivi, senza per questo provare imbarazzo o fingersi informato. La missione non è spiegare tutto, ma far nascere lo slancio e la passione di voler sapere qualcosa di nuovo e di saperlo spiegare agli altri. Ecco che arrivando nella mostra si è accolti da un corridoio diviso a metà da un telo: da che parte iniziare, destra o sinistra? Bisogna lasciarsi condurre dall’istinto, o meglio ancora lasciarsi tentare dall’ignoto: il percorso è liberamente ispirato al film “Suspira” di Dario Argento, e lungo uno dei due corridoi si aprono 10 stanze, ciascuna delle quali tra documenti e incisioni mette in scena un diverso aspetto della vita da strega. Strumenti tecnici a parte, come le già citate bacchetta e scopa, di grande interesse è la sezione dedicata al “Sabba”, ritrovo di streghe che celebrano la vicinanza col Diavolo in feste dallo sfondo orgiastico. Tra acqueforti, stampe, libri (primo fra tutti il “Malleus Maleficiarum”, il più consultato manuale di caccia alle streghe esposto nella pregiata edizione del XVI secolo), calderoni, talismani e feticci, la mostra stanza per stanza, con rumori di terrore che accompagnano tutto il percorso, fornisce una visione della strega forse un po’ edulcorata rispetto a quella nota. Si punta infatti molto l’attenzione sull’autonomia e la indipendenza di queste strane donne, ma, poco dopo il suo ingresso in mostra, il visitatore entra, a gruppi, ad assistere ad un vero processo ad una strega tenuto in un tribunale medievale del 1539. Ebbene, dalle affermazioni riportate dalla strega interrogata è difficile non provarne paura. A chi dare ragione quindi, alla visione moderna e illuminata di Luca Scarlini o allo stereotipo della donna crudele e pronta a tutto? Ad ognuno la sua indagine.

Credit @Marta Calcagno Baldini

La mostra si completa con una sezione separata che racchiude sei illustrazioni originali inedite di Gloria Pizzilli e offre un ricco calendario di appuntamenti paralleli anche per bambini. I visitatori più piccoli saranno infatti coinvolti in giochi e avventure all’interno del percorso espositivo al termine dei quali riceveranno in omaggio un premio “stregato” e avranno a loro disposizione un piccolo antro della strega dove preparare amuleti e pozioni magiche con ragni, serpenti e altro materiale misterioso. Per tutte le scuole di ogni ordine e grado sono pensate delle visite guidate alla mostra e dei laboratori didattici da svolgersi nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato.

INFORMAZIONI

STREGHERIE

Fatti, scandali e verità sulle sovversive della storia

Monza, Belvedere della Villa Reale (viale Brianza 1)

29 ottobre 2022 – 26 febbraio 2023

Orari

Giovedì e Venerdì 10,30 – 18,30

Sabato e domenica 10,30 – 20,00

Biglietti

Intero € 15,00 | Ridotto € 13,00 (possessori biglietto Villa Reale; fino a 18 anni e sopra i 65; fino ai 26 anni ridotto a € 13,00 il giovedì)

Gratuito fino ai 6 anni

Ridotto speciale Scuole € 6,00

Ridotto bambini dai 6 ai 12 anni € 6,00

Sito internet www.stregherie.it

Catalogo mostra: Skira (skira.net)

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