Milano raccontata in un libro tra immagini e parole da Beg, l’artista bolognese per cui la città va presa ‘con pazienza e ironia’

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Oltre il sipario

Pubblicato Novembre 5, 2022

Nel libro "Mylano" le immagini scattate dal fotografo che ama girare per la città a piedi per coglierla nelle sue contraddizioni e cercare di capirla

“Dò ragione a Lucio Dalla quando cantava ‘Milano, che fatica’ (nella canzone “Milano”, a cui ci riferiamo per il sito Milanoateatro, n.d.r.): anche io come bolognese sotto la Madonnina a volte mi sento un po’ perso. Soprattutto quando vedo certi vialoni pieni di negozi”. Eppure Tiziano Beghelli, Beg, classe 1968, fotografo amatoriale (ma solo perché ha un altro lavoro: di fatto si muove come un professionista), Milano l’ha girata in lungo e in largo dal 2018 al 2021, sempre a piedi e utilizzando mezzi pubblici per raggiungere la zona che voleva esplorare di volta in volta. “Amo la fotografia e le emozioni che può suscitare. In particolare amo la street photography perchè mi consente di cogliere un momento reale che attraverso la mia interpretazione può amplificare un’emozione nascosta in quel singolo istante” dice a Milanoateatro. E, dalle sue immagini, sembra che a Milano le armi che più ha usato per affrontare i vari luoghi che ha incontrato siano state anzitutto la pazienza e l’ironia.

Qualità che per riuscire ad apprezzare la città sono più che mai necessarie: nel libro “Mylano”, edito in proprio, che il fotografo bolognese ha appena concluso (copertina rigida, grande formato, si può consultare e acquistare a questo link: https://it.blurb.com/b/11277255-mylano, 78 euro), si racconta infatti una città che l’artista ama proprio per le sue contraddizioni, le sue fisse (o paranoie), che lui riesce a vedere e allo stesso tempo a cogliere con una delicata, ma ugualmente incisiva, forma di umorismo. 60 foto di strada che attraverso gli occhi dell’autore raccontano varie vie e abitanti della città dal 2018 al 2021: ogni immagine, oltre al titolo, è accompagnata da una citazione di un importante artista milanese e non, che parla di Milano attraverso il proprio lavoro. “Ho iniziato a venire qui con maggiore frequenza da quando la mia fidanzata vive all’Ortica (zona della città, n.d.r.) – racconta Beg a Milanoateatro-. Anche se certamente pur essendo di Bologna ne conoscevo già diversi aspetti grazie alle canzoni di Jannacci e Gaber, il teatro di Dario Fo, il cabaret. Insomma, avevo una mia cultura milanese ricevuta soprattutto grazie alla Rai che negli anni Settanta non mostrava solo ciò che concerne Roma. Di certo arrivando qui con maggiore frequenza ho potuto girare e farmi un’idea più profonda”. Che non sempre è completamente positiva: “Ecco anche perché poi, nella realizzazione del libro, ho cercato di relazionare sempre le foto con delle frasi di scrittori, cantanti, artisti milanesi e non che questa città l’avevano descritta in modo convincente”.

Una donna velata sta scendendo da un ponte sui navigli, Beg è riuscito a immortalarla nel momento esatto in cui il suo busto coincide con due gambe che sono dipinte sul muro del ponte e che, sempre nel murales, stanno scendendone le scale. Sotto il disegno riporta anche uno squalo che sta spalancando la bocca. Completa l’opera di Beg la frase: “I respingimenti sono l’unica via per salvare vite” (Matteo Salvini).

Credit @Beg Tiziano Beghelli

In un’altra il Duomo è fotografato con una fascia nera che ne oscura quasi metà. L’immagine infatti si chiama “Mezzo Duomo”, e la frase che l’accompagna, di Marcello Marchesi, è “Milano. Il Duomo gocciola verso l’alto”. Questione di punti di vista, come quella di due manichini immortalati di lato in una vetrina, uno nudo, l’altro indossa un abito da donna: “Innamoramento in allestimento” il nome della foto, e la frase che Beg ha posto in relazione è quella di Memo Remigi “Sapessi com’è strano, sentirsi innamorati a Milano”. Tra le belle immagini ecco le parole anche di Enrico Ruggeri (una frase della splendida canzone “Contessa”), o “C’è chi nasce sbirro, io sono nato ladro” (Renato Vallanzasca), fino a Giorgio Armani (“L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”), e molte altre. “E’ stato un lungo lavoro, sia per le immagini che per le parole”, dice sempre Beg, e si vede. “Vado sempre a piedi. Prendo i mezzi per raggiungere una zona, poi cammino: cerco un mix tra l’essere umano e il paesaggio, ma mai creando pose. Sempre le immagini sono spontanee, vere. E a Milano trovi dei personaggi che altrove non ci sono”.

Credit @Beg Tiziano Beghelli

Credit @Beg Tiziano Beghelli

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