Il Premio Bagutta compie un secolo: una mostra alla Kasa dei Libri per raccontarlo

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Oltre il sipario

Pubblicato Marzo 23, 2026

"Cenacolo Bagutta", disegno di Mario Vellani Marchi del 1928, credit @KasadeiLibri
"Cenacolo Bagutta", disegno di Mario Vellani Marchi del 1928, credit @KasadeiLibri

Tra chiacchiere nella Trattoria nella storica strada nel cuore di Milano di un gruppo d'intellettuali nasce il riconoscimento che "non accetta favoritismi e raccomandazioni": il 24 marzo ore 13 Kerbaker spiega il premio anche suo

C’è un premio letterario che si decide intorno a un tavolo. E’ il Bagutta, che ha appena compiuto un secolo. È il più antico riconoscimento letterario italiano, nasce a Milano nell’omonima Trattoria, al 14 dell’omonima via. “Io sono entrato al Bagutta che avevo 30 anni, mi ha coinvolto Guido Vergani”. A parlare è Andrea Kerbaker, il celebre, ormai, collezionista di libri (ora ne ha 30mila), professore in Cattolica, è stato ideatore e direttore del Progetto Italia di Telecom, società creata per contribuire alla crescita culturale del Paese (con un budget di 30 milioni di euro). Kerbaker ci guida nella mostra Premio Bagutta, una storia lunga 100 anni, dal 17 marzo al 2 aprile nella sua Kasa dei Libri in Largo De Benedetti 4: “nel 2005 Vergani muore, io sono diventato segretario del premio, cosa che sono ancora, e Isabella Bossi Fedrigotti è la presidente –e continua-. Vergani ha chiesto a Isabella di diventare presidente prima di morire, e anche io ho ricevuto l’incarico due giorni prima che scomparisse. Sono andato a trovarlo, mi disse: ‘tu sei la persona che può prendere il mio posto. Il segretario deve dialogare con la comunità’. Io all’epoca lavoravo alla Telecom, avevo rapporti con tutti. ‘Sei quello che serve per il Bagutta’, aggiunse”.

Tra Vergani e Kerbaker c’era un rapporto ormai di fiducia: “quando andavo a trovarlo mentre stava male gli parlavo e lo facevo ridere. Ogni volta che rideva tossiva, ma non rinunciava a vivere”. Per la verità Kerbaker entra al Bagutta ancora prima come vincitore nella sezione Opera Prima nel 1998, dall’anno successivo è uno dei giurati, il gruppo di intellettuali che si riuniscono a tavola una volta al mese per scegliere il vincitore. Ecco che il viaggio nella Kasa alla scoperta del Premio Bagutta è una rivelazione, una storia, un aneddoto passo dopo passo nel coinvolgente racconto con cui Kerbaker condisce ogni informazione. Si potrà ricevere la stessa emozione domani, martedì 24 marzo, alle 13, nella visita guidata da Kerbaker stesso.

Alcuni dei volumi in mostra, credit @KasadeiLibri

Le vicende letterarie si intrecciano con quelle storiche e sociali del Paese, dalla autosospensione del premio per non sottostare alle vessazioni della dittatura tra 1937 e 1946, alla legge Bacchelli, istituita nel 1985 per sostenere personalità del mondo culturale in condizioni economiche precarie e intitolata allo scrittore Riccardo Bacchelli, giurato e presidente del premio. Oggi il Bagutta gode di buona salute, come ha dimostrato anche lo scorso I marzo a Palazzo Marino alla cerimonia per festeggiare il Centenario alla presenza di Giuseppe Sala, sindaco di Milano, e di Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura.

Durante la Cerimonia a Palazzo marino per i 100 anni del Premio Bagutta, credit @marta-calcagno
Andrea Kerbaker durante il suo intervento alla Cerimonia per i 100 anni del Premio Bagutta a Palazzo Marino, credit@marta-calcagno

La mostra, ripercorre la storia del Premio attraverso tutti i libri vincitori esposti nelle loro edizioni originali, offrendo così anche un viaggio attraverso un secolo di letteratura italiana: tavole apparecchiate come in una classica trattoria, con tanto di fiaschette di vino rosso e bicchieri, tra una copia dei Racconti di Italo Calvino con dedica del vincitore ai signori Pepori e qualche carteggio dagli archivi Vergani. Da Leonardo Sciascia, Natalia Ginzburg e Primo Levi, anche la giuria ha accolto figure centrali della cultura del Novecento, come Eugenio Montale e Dino Buzzati. Accanto ai volumi sono in mostra articoli di giornale dell’epoca, riproduzioni fotografiche e filmati delle premiazioni storiche ma anche numerosi cimeli, dai menu alle lettere dei diversi protagonisti, materiali che raccontano non solo l’evoluzione del premio ma anche quella della vita culturale del Paese.

Un fiasco nell’allestimento della mostra alla Kasa dei Libri, credit @marta-calcagno

Durante i Fascismo il premio si sospende: “i fondatori non sono necessariamente antifascisti -continua Kerbaker-, ma vogliono essere liberi. Meglio non prendere posizione”. E’ un premio famigliare, confidenziale: “ero a Telecom, poi ho fondato la Kasa, intanto insegno in Cattolica: ma il Bagutta c’era e c’è sempre, per me come per gli altri. Chi ne fa parte lo ama, e ci vogliamo bene, è conviviale”. Parola cruciale, a cui si lega l’allestimento della mostra: “Questo della tavola è proprio un tema: la giuria si riunisce a cena ogni mese. Mangiamo e chiacchieriamo dei libri”. Ognuno dei giurati arriva all’appuntamento mensile con un titolo da consigliare agli altri, che per il mese prossimo devono averli letti. “Ecco perché il Bagutta non accetta candidature esterne: nascono dai giudici durante le serate”. Quindi ogni anno quanti libri più o meno dovete leggere? “Diciamo che alla fine sono una ventina, trentina, non di più”.

Disegno originale di Mario Vellani Marchi del 1968 su Bagutta. Credit @KasaeiLibri
Disegno originale di Mario Vellani Marchi del 1968 su Bagutta. Credit @KasaeiLibri

La Trattoria Bagutta ha chiuso nel 2016: “ci troviamo nello studio di Francesco Micheli, storico finanziere sostenitore del Premio”. E vi spiace non essere più là? Non ci sono disegni e gli scritti sul retro del menù del ristorante di innumerevoli artisti Giuseppe Novello, Filippo De Pisis, fino a memorie e tracce di autori come Carlo Cassola o Indro Montanelli, che pagavano la cena con un’opera o un testo ed erano appesi nel Bagutta ristorante (sono 450, acquistati e salvati da Gianfelice e Martina Rocca, di Milano, che li hanno donati al Premio e esposti tutti insieme all’Università Bocconi). “Allora, io non sono mai stato tanto affezionato alla cucina di quel locale perché quando sono arrivato era già in decadenza. Mentre i primi erano osti, ma osti ospitali che ci credevano, che offrivano le serate per le discussioni e mettevano anche i soldi per il premio. Gli piaceva e avevano creato l’atmosfera che ha reso il premio quello che è”. E era meglio andare in un’altra trattoria invece che da un privato? “Non ce ne sono più”.

La mostra alla Kasa dei Libri, credit @marta-calcagno

Per festeggiare il 100 anni del premio la Galleria Antonia Jannone, corso Garibaldi 125, ospita fino all’8 aprile 10 manifesti preparati da altrettanti artisti, grafici, designer, che hanno voluto in questo modo partecipare alla ricorrenza. Da Jean Blanchaert, a Michelangelo Pistoletto a Maia Sambonet e Claude Marzotto fino a Guido Scarabottolo e altri, il ricavato della vendita sarà devoluto all’associazione VIDAS – Assistenza ai Malati inguaribili.

Kasa dei Libri, Largo De Benedetti 4, 20124 Milano
18 marzo – 2 aprile 2026
ORARI: lunedì – venerdì, ore 15-19
INFO: ingresso gratuito senza prenotazione, 02.66989018, mostre@lakasadeilibri.it

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