Vivere la propria libertà ha un prezzo, e la Cametti lo rappresenta

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Carolina Cametti, classe 1985 diplomata al Piccolo Teatro, è sola su un’impalcatura da lavori in corso. E’ sola, ma in un monologo che rapisce il pubblico e lo porta su quei tre piani senza tetto che diventano la sua casa in “Bluemax”, lo spettacolo che ha scritto e che interpreta fino al 19 novembre al Teatro dell’Elfo, che lo produce.

Un’ora o poco più in cui non vola una mosca, neanche un cellulare ha vibrato e nessuno lo ha illuminato per controllare se è arrivato qualche whatsapp nel frattempo. Tutto il pubblico è con lei, su e giù da questa impalcatura che riesce a gestire con equilibrio e professionalità mentre canta, parla, esprime tutta la sua delusione per il mondo. Un testo musicale e immaginario, che trasforma in poesia il malessere: “voglio solo esorcizzare il mio fottutissimo giorno”. Basta una canna? Basta la droga? È lì la risposta? Sono quelle le convulsioni che risolvono i problemi e permettono di passare oltre? Sembra di no: forse anche su quell’impalcatura precaria Carolina cerca una stabilità, e le allucinazioni che derivano da sostanze esterne non servono ad altro che a chiarirle, o almeno così pare, che non sono ciò che vuole. C’è sempre un ordine e una disciplina anche nella libertà che si vuole vivere. Quindi ecco una chitarra, una voce allenata e perfettamente intonata mentre canta e suona Dreams, canzone storica dei Crumberries per la voce di Dolores O’riordan, recentemente scomparsa  (lo spettacolo sembra quasi un omaggio a lei), e altre melodie rock e sue composizioni.

Non è qualcun altro che cerca Carolina, che in scena parla di sé al maschile (l’aspetto fisico crea un ibrido: capello relativamente corto, lei indossa culotte e una specie di fascia oltre a una canottiera aderente). Non accusa e non cerca alibi. Non si percepisce rabbia, nel suo esternare il proprio dolore: “Dove, dove ci siamo persi?”. L’attrice cerca se stessa, ma si rivolge a tutti. Per uno spettacolo che ricorda per clima e sensazioni Memorie dal sottosuolo di Fedor Dovstoevskij, ovviamente attualizzato e reso drammaturgia. Dal 9 al 19 novembre l’attrice tornerà all’Elfo con Burn skin creato insieme a Claudia Salvatore.

Info. Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano

DURATA: 1 ora

Orari: mart-merc-giov-sab ore 19.30 / ven ore 21 / dom ore 15.30

Prezzi: intero € 34 / <25 anni € 15 / >65 anni € 18 / online da € 16,50

Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Little Italy

    Proprio alle spalle del teatro, a tre minuti di distanza, è una trattoria che fa parte di una catena di locali sparsi tra Milano e l’hinterland. Ma la conduzione risulta familiare, cordiale ed efficiente. Ambiente semplice, due piani di sale e salette arredate con gusto semplice e senza il diffuso show off meneghino. Piatti frutto del mix di culture gastronomiche della casa, cilentane, toscane e salentine, con un pizzico di Basilicata ( i peperoni cruschi) offre una gamma di gustose pizze, fritti, fiori di zucca ripieni, melanzane imbottite, carni e pesce… ma non manca il tocco lombardo con l’immancabile risotto e la cotoletta orecchio di elefante (pure in versione imbottita con mortadella e altro). Prezzi intorno ai 20-25 euro , calice di vino o birra compresi.

    Indirizzo: Via Alessandro Tadino, 41
    Website: https://littleitalymilano.com/

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