Il caso Martinitt: un teatro veramente controcorrente nelle sue scelte popolari

Marta Calcagno Baldini

Stagioni

La vera stagione controcorrente è quella del Martinitt, teatro storico milanese nel quartiere Ortica andando verso Lambrate: Stefano Marafante, romano, dal 2010 ne è organizzatore e direttore artistico. Il primo criterio che considera nel formare una stagione teatrale sono le persone, il pubblico: “la tecnologia rovina i rapporti umani -ha detto questa mattina alla conferenza stampa di presentazione-. Le persone sono sempre più disattente, distante e di fretta, noi vogliamo educare a stare fermi a guardare uno spettacolo insieme ad altri seduti in sala”.

Il Martinitt è quindi controcorrente anche per la sua proposta artistica, che non vuole vantare scelte sofisticate e innovative, di ricerca. Ciò che però vuole garantire al pubblico è la presenza: “Creiamo uno spazio accogliente: siamo aperti tutti i giorni, dal lunedì alla domenica. Facciamo teatro, principalmente commedie, e poi cinema, teatro ragazzi e organizziamo mercatini nel parcheggio esterno: siamo un luogo in cui si possono incontrare le persone”.

Se il direttore di un teatro ne è l’anima, Marafante ha creato quella del Martinitt: un’aria semplice, non sofisticata, che però dietro alla presenza leggermente schiva è riuscito a dare vita ad uno spazio che forse anche in nome della sua immediata semplicità risulta curioso e stimolante per tutti: “ringrazio molto le istituzioni che ci aiutano -ha detto rivolto a Tommaso Sacchi, assessore alla cultura, presente alla conferenza stampa di presentazione- e il pubblico, che quest’anno ha contato 69mila presenze, circa 5mila in più rispetto all’anno scorso. Vogliamo svolgere un servizio per la popolazione:”.

Dato che le persone sono il primo scopo del Martinitt, eco un cartellone che punta anzitutto a rilassare gli animi e divertire, in modo intelligente. È il teatro più difficile da realizzare: significa riuscire a far staccare la mente del pubblico da problemi e stress quotidiani. Il Martinitt è stato aperto anche tutta l’estate grazie all’Arena, 2.500 metri quadrati e una capienza di 800 posti all’aperto con un programma senza pause di teatro e cinema che si aggiungono a quella chiusa che opera tutta la stagione invernale: “quest’anno luglio è andato bene -dice Marafante a Milanoateatro-, agosto con il cinema meglio dell’anno scorso: venire al Martinitt è un appuntamento estivo per chi rimane in città, e la programmazione non si interrompe se viene a piovere. Ci si sposta nella sala coperta, il biglietto non si perde”.

La stagione teatrale invernale parte dall’1 all’11 ottobre con E’ arrivata la cicogna, di Valeria Cavalli per la regia di Alberto Oliva. Dal 15 al 18 ecco Terapia di Gruppo, di Christopher Durang per regia e adattamento Arturo Di Tullio. Nella compagnia ecco anche Francesco Di Tullio (protagonista della serie): Prudence e Bruce vivono a Manhattan e cercano l’amore. Consigliati dai loro rispettivi terapeuti mettono un annuncio su una rivista e così si incontrano. Bruce è bisessuale, emotivamente instabile e piange facilmente e Prudence, apparentemente più volitiva e disinibita, vede questo come un segno di debolezza. “Una polveriera emotiva, di cui ognuno è miccia e detonatore, pronta ad esplodere alla minima provocazione. E tutto esploderà davvero, in una sorta di terapia d’urto, per approdare ad un sorprendente e improbabile lieto fine”.

Da non perdere Forbici e Follia, esilarante commedia di Paul Pörtner con Max Pisu e Nino Formicola per la regia di Marco Rampoldi: dal 3 al 20 dicembre, in un salone da coiffeur, la vita serena tra pieghe e tinte viene interrotta dall’assassinio della vecchia pianista che vive al piano di sopra, ed è la proprietaria di tutto l’edificio. Solo il pubblico è stato testimone oculare del delitto, e potrà aiutare alla soluzione del caso (abbiamo recensito lo spettacolo qui:Equivoci e giochi delle parti, ma che non fanno -solo- divertire – Milano a Teatro). Oltre a d un classico Pirandello in “Così è se vi pare”, dal 18 al 27 febbraio per la rega di Luca Ferrini, e al musical Footloose dal 22 al 25 aprile realizzato dalla Compagnia Teatrale 7 Pari, si chiude la stagione con E pensare che eravamo comunisti, dal 20 al 30 maggio: la commedia scritta e diretta da Roberto D’Alessandro è ambientata nell’anno in cui nasce il Partito Democratico, 2007. In casa di Rinaldo e Giulia, storici militanti del partito comunista, la frattura politica diventa una questione domestica: lui resta fedele al nuovo PD, lei invece si rifugia in Rifondazione Comunista. Una separazione ideologica che, più che un dibattito politico, somiglia a una crisi di coppia.

Oltre al ricco calendario di prosa, eventi e la stagione Teatro, burro e marmellata, 20 spettacoli dedicati ai bambini tutti la domenica alle 11.30 con colazione prima, alle 10.30, uno spazio importante il Martinitt lo dedica ala cinema. E’ Franco Dassisti, giornalista voce storica della rubrica cinematografica La Rosa Purpurea su Radio 24, a formare il programma: “Il Martinitt ospita ora Le vie del Cinema, con i film di Venezia -dice-, e in generale la mia scelta va verso film popolari ma di qualità, prediligo quelli in lingua originale”. Una specificità: “il Martinitt porta film anche un mese dopo l’uscita nelle grandi sale, per venire incontro a chi non è corso a mettersi in coda nei pochi giorni in cui è stato ospitato nei cinema del centro. In autunno la stagione si apre venerdì 2 e sabato 3 ottobre con The dog star- Le stelle dopo la fine di Ridley Scott e, tra i vari titoli, il 5 ottobre si potrà vedere Odissea di Christofer Nolan.

Informazioni

Indirizzo: Teatro Martinitt, via R. Pitteri 58, 20134, Milano.

Info: Email: info@teatromartinitt.it- Telefono: 02-36580010 – Website: www.teatromartinitt.it

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