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Festival

Stanno girando l’Europa, Milanoateatro li ha visti il 28 giugno scorso alla Prima delle due sere in cui erano presenti al Festival dei Due Mondi di Spoleto con Impermanence: sono i 20 ragazzi della Sidney Dance Company, la formazione diretta da Rafael Bonachela, ballerino catalano classe 1972 che dal 2008 è alla guida della compagnia australiana. Per lui la danza è “movimento puro”, energia evocativa di sentimenti e condizioni. La danza deve raccontare il mondo di oggi, l’umanità contemporanea.
Ecco che Impermanence è stato ideato da Bonachela durante una visita parigina successiva al rogo nella Cattedrale Notre Dame in cui era insieme a Bryce Desser, il compositore che poi scriverà tutte le musiche dello spettacolo. Un rogo: emergenza improvvisa con cause magari non immediatamente valutabili, ma che mettono subito a rischio tante persone. Impermanence, ovvero impermanenza, precarietà, instabilità.
Ecco entrare sul palco del Teatro Romano i 20 giovani ballerini, ragazze e ragazzi, prima tutti insieme: accompagnati dalla musica dal vivo appositamente composta da Bryce Dessner (due violini, Charlotte Maclet e Leslie Boulin Raulet, una viola, Céline Tison, e un violoncello, Juliette Salmona) si spostano da una parte all’altra dello spazio scenico con azioni quasi meccaniche, indotte, non individuali. Un’introduzione che simboleggia una condizione uguale per tutti: ballerine e ballerini indossano una semplice canottierina e slip di diverse tonalità di colore (costumi di Aleisa Jelbart). Sembrano vestiti da casa, da chi non è previsto che esca per tutto il giorno e quindi si butta una cosa comoda addosso. Tutti uguali. Il pensiero immediataente va al Covid, ai giorni interi intrappolati in casa in cui il corpo era diventato un prigioniero e allo stesso tempo un tesoro da salvaguardare e non mettere in pericolo.

Tutti siamo guidati da televisioni, radio, media e ci adeguiamo alle norme comportamentali anti contagio. Però, sembra dire Bonachela, in questa necessità di adattamento esiste ancora il singolo, e la sua ansia.
Ecco quindi che tutta la seconda parte dello spettacolo si compone di assolo o al massimo balli a due, ma raramente a contatto: c’è un bisogno di stare insieme che pare tangibile, indiscusso, continuamente stimolato. D’altra parte, però, il ballo di copia è limitato, prevale l’isolamento.

Per un lavoro di rara difficoltà: su una base musicale astratta, poco orecchiabile, che testimonia l’insicurezza e la provvisorietà del momento storico passato, si stagliano innumerevoli passi, movimenti a scatti, nervosi, provvisori e difficilmente catalogabili. Una danza, affasciante, che lascia rapiti e estraniati: bisogna abbandonarsi alla complessità e novità del momento, come era in epoca Covid. Senza cercare una struttura logica al ballo, che riflette più l’individuale reazione del singolo alla complessa situazione contingente, o “impermanente”.
Durata: 60 minuti
INFO: Teatro Romano
28 e 29 giugno, ore 21.30
www.festivaldispoleto.com, tel. 0743-776444
Festival Box Office & Merchandising, via Saffi, 12. Aperto dal 27 marzo tutti i giorni con orario 10-13 e 15-18. Box Office Vivaticket, viale Trento e Trieste 78. Punti vendita nazionali Vivaticket, elencati sul sito www.festivaldispoleto.com
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