Se da un lato non c’era momento più adatto per debuttare per “Il venditore di sigari”, produzione MTM Manifatture Teatrali Milanesi, al Teatro Litta dal 26 gennaio al 5 febbraio, dall’altro parlare di certi argomenti è una responsabilità, bisogna farlo in modo incisivo e non scontato. La drammaturgia, di Amos Kamil, autore israeliano, ci porta a riflettere per un’ora e mezza sul senso dell’ebraismo. Non c’era momento migliore per il debutto perché proprio il 27 gennaio (un giorno dopo la Prima) si celebra la Giornata della Memoria delle vittime dell’Olocausto. Dall’altro è anche per questa coincidenza che lo spettacolo dovrebbe essere impeccabile sotto ogni punto di vista. Un lavoro, per la regia di Alberto Oliva e con in scena Paolo Cosenza (Herr Gruber, il tabaccaio) e Gaetano Callegaro (Doktor Reiter, il cliente), che, peraltro, ha parecchi anni di rodaggio essendo la Prima assoluta del maggio 2010: gli attori non potevano dirsi alle prime armi con il testo, eppure varie volte ci sono state imperfezioni nella recitazione e lievi intoppi, ma percepibili. Inoltre lo spettacolo risulta molto uguale a se stesso, in un ritmo che dovrebbe essere più incalzante e rapido.
I due attori si muovono in una bella scenografia, di Francesca Pedrotti e realizzata da Ahmad Shalabi: è una tabaccheria in legno, siamo a Berlino appena dopo la II Guerra Mondiale davanti alla Stazione Ferroviaria. Gruber apre il negozio, sono le 6.30 del 1947: il primo cliente è ancora il Doktor Reiter, quel professore ebreo che nutre un senso di riscatto per la sua etnia e non vede l’ora di partire per fondare lo stato di Israele. Si reca ogni giorno in questa piccola tabaccheria quasi più per infastidire Gruber, che Reiter ritiene non ebreo, che per reale necessità di fumare. Lo dimostra il numero di sigari che il Doktor costringe il tabaccaio a recuperare salendo sulla scala per cercare nei vari scaffali, per poi comprare sempre il solito sigaro di bassa qualità (e costo) che sta proprio nel bancone nei cassetti sotto alla cassa. Gruber resta calmo, continua nel suo saliscendi inutile condito dalle estenuanti domande dell’ebreo, una quasi morbosa curiosità verso ciò che realmente è successo nell’olocausto, che lui ha vissuto in America essendo riuscito a fuggire alle persecuzioni. Fino al colpo di scena: si scopre che anche Gruber è ebreo.
Credit @Cagnoni
Ecco che anche i ruoli si invertono: il fuggitivo risulta debole nella sua così convinta difesa dell’ebraismo, mentre il tabaccaio si scopre essere restato a Berlino apposta per mantenere le sue radici. Uno fugge le persecuzioni e si sente ebreo nella Terra Promessa. L’altro vive il suo essere giudeo come una scelta spirituale e indipendente dal paese in cui la esercita. Per uno spettacolo che potrebbe risultare più incisivo e necessario se fosse più asciutto, meno retorico e più elastico.
ORARI: da martedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 16.30
PREZZI BIGLIETTI: 25,00€ – convenzioni 20,00€, ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) 20,00€, Under 30 e Over 65 – 15,00€, ridotto bicicletta € 15,00; scuole di teatro e Università 15,00€, ridotto DVA 12,00€, scuole MTM, Paolo Grassi, Piccolo Teatro 10,00€, tagliando Esselunga di colore ROSSO, prevendita 1,80€. Spettacolo inserito in Invito a Teatro – tagliando MTM
Consigli per prima o dopo lo spettacolo
Osteria Pizzeria "Al 29"
Siamo in corso Magenta, al 29. Il Teatro Litta è a pochi passi attraversata la strada. Il locale è piccolo, intimo, almeno a prima vista. Cinque-sei tavoli appena entrati, il forno a legna. Se poi si popola molto sotto c’è un’altra sala, abbastanza grande. Siamo all’Osteria Pizzeria “al 29”, come da numero civico, la parete di foto di Totò aiuta, se mai ce ne fosse bisogno, a capire ancora meglio la specificità del locale in cui siamo appena entrati: pizza e cucina napoletana. I due attuali proprietari sono una bellissima coppia, marocchino lui e egiziana lei, “ma siamo qui a lavorare dal 1987 -spiegano- Ci ha insegnato tutto il precedente proprietario, Salvatore, napoletano doc, e poi lo abbiamo rilevato noi”. Si sentono veri, autentici e spontanei depositari della cultura e tradizione culinaria italiana, riconoscenti a chi ha insegnato loro il mestiere. Un antipasto di pizza fritta margherita, un po’ più piccola di una pizza abituale, e poi orecchiette alla barese (con broccoli, aglio, acciughe e peperoncino) e un trancio di spada alla griglia, vino e un dessert a 74.50 euro. Il locale è aperto sia a pranzo che cena, la domenica dalle 12 alle 16.
Sempre aperto. Orari: luned-sabato, ore 12-15.30 e 19-23. Domenica: ore 12-16.
Indirizzo: Corso Magenta 29 Telefono: 028693069
Tutto bene, grazie
È la risposta alla domanda “come stai”, ma anche a “come ti sei trovato?”. “Tutto bene, grazie”. Ed è facile capire perché si chiama proprio così il bistrò in corso Magenta 30: abbiamo ricevuto un’accoglienza davvero unica, professionale ma di grande ospitalità (anche autentica simpatia con News, la cagnolina che a volte ci accompagna fuori la sera). L’accogliente bistrot è suddiviso in (un po’ troppe?) salette con pochi tavoli l’una. Non si ha mai una visione d’insieme, l’integrità dello spazio non arriva. Ciò a parte qui si può venire sia per aperitivo che per dopo teatro, e la caratteristica della cucina è di prporre il meglio d tutte le ricette di tradizione romana, milanese e abruzzese. Per 13 euro abbiamo preso un calice di vino e un succo di pomodoro accompagnati da buone olive e taralli. Se si cerca un aperitivo più sostanzioso però, i posson chiedere piatti del menù come arrosticini, cacio pepe, carciofi alla romana, e altro.
Orari: Sempre aperto, ore 7.30-mezzanotte
Indirizzo: Corso Magenta 30, 20123 Milano Telefono: 0284215056 E-mail: info@tuttobenegrazie.it
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