Giacomo Poretti alla ricerca, in spiaggia, dell’anima perduta
Di Marta Calcagno BaldiniCategoria Recensioni
Pubblicato Novembre 21, 2025

L'autore e attore ritorna su un suo spettacolo simbolo in questi anni: riflette sulla propria vita. "Ogni volta che lo riporto in scena lo modifico un po' "
Forse solo in spiaggia d’estate si possono affrontare certi temi in modo che non appaiano troppo didascalici o da oratorio. Così Giacomo Poretti, 69 anni, si immagina solo su un classico litorale ligure in piena stagione estiva per ritagliarsi uno spazio utile a riflettere sulla sua vita, sui principi che l’hanno guidata e le aspettative riposte nel presente. Del futuro, suo, di sua moglie e del loro piccolo appena arrivato.
In realtà, infatti, non è poprio solo in scena ne La fregatura di avere un’anima, lo spettacolo da lui scritto e interpretato per la regia di Andrea Chiodi al Teatro Oscar fino al 30 novembre (dal 18): Giacomo porta con sé una carrozzina, in cui riposa il suo neo-figlio a cui deve rivolgere tutte e attenzioni del caso,
sempre sotto l’occhio vigile della moglie che lo segue a vista dal mare mentre sta facendo un lungo bagno.
Come nel suo stile, l’attore-autore è, anche in questo spettcolo, efficace nel cogliere tutti i luoghi comuni dell’umanità per rappresentarli, esagerandoli, con una normalità in cui riconoscersi e di cui ridere. Vale per la sacca termica che contiene ogni ben di dio per nutrire la famiglia in giornata. Vale per la cura con cui si preocuppa di cospargersi di protezione solare quanto per l’astio dichiarato verso lo stesso sole, il mare e tutto ciò che caratterizza l’estate (“l’acqua mi inquieta”).
Dopo quindi un inizio descrittivo e sincero, in cui si entra nella situazione con umorismo e semplicità, ecco che pian piano il clima vacanziero lascia spazio ai pensieri di quest’uomo che, infondo non aspettava altro che ritrovare sé stesso in una solitudine a confronto con una vita nascente, nella culla affianco al lui.
Interrotto quindi solo dai richiami, i rimproveri e le indicazioni della moglie dal mare, Poretti racconta parti del sua vita e soprattutto le sue preoccupazioni di padre. Suo figlio dovrà vivere in un mondo in cui i consigli provengono da un algoritmo, in cui la lingua italiana è impregnata di inglesismi, in cui la tecnologia riveste un ruolo così importante. E in cui, soprattutto sembra difficile capire cosa significhi “avere un’anima”: eppure, come suggerisce il prete che battezzera’ il bimbo, “una volta messo al mondo il bambino, ora bisogna dare luce alla sua anima”. E, si chiede l’attore, come si può riuscire, in questa società di oggi?
Uno spettacolo che, a dire di Poretti, lo accompagna da vari anni: ci ritorna, lo modifica, lo aggiorna. E che risulta sincero e necessario, ma anche un po’ troppo saggio. Come se l’attore si sentisse forse un po’ stanco del suo mestiere, e volesse dare alla sua figura un ruolo più profondo. Tanto da voler distribuire, non con saccenza semmai con generosità e immediatezza, insegnamenti su quanto imparato dalla vita. Il problema è che, spiaggia o meno, il rischio di apparire un po’ didascalici e da oratorio esiste lo stesso.
DURATA: un’ora
Teatro Oscar, via Lattanzio 18/A
https://incamminati.teatrooscar.it/
ORARI: martedì 18 novembre 2025, ore 20.30. Mercoledì 19
novembre 2025, ore 20.30. Giovedì 20 novembre 2025, ore 20.30. Venerdì 21
novembre 2025, ore 16.00. Sabato 22 novembre 2025, ore 20.30. Domenica 23
novembre 2025, ore 16.00. Lunedì 24 novembre 2025, ore 20.30..Martedì 25
novembre 2025, ore 20.30..Mercoledì 26 novembre 2025, ore 20.30. Giovedì 27
novembre 2025, ore 20.30. Venerdì 28 novembre 2025, ore 20.30. Sabato 29
novembre 2025, ore 20.30.Domenica 30 novembre 2025, ore 16.00
BIGLIETTI : 22 euro, intero. 16 euro, underground 30/over 65. 10 euro , università, scuole di teatro, desidera card (acquistabile solo in cassa).
Consigli per prima o dopo lo spettacolo
Antidoto Bistrot- Lucanda di una giapponese
A catturare la mia attenzione è stato il nome: “Antidoto Bistrot, Lucanda di una giapponese”. Arrivata in via Ennio 6, a cinque minuti a piedi dal Teatro Oscar, zona Fondazione Prada, ho presto capito che non mi ero sbagliata: il locale si è rivelato tradizionale e innovativo, un po’ come invita a pensare il nome. E così si chiama Antidoto perché si propone come appunto un antidoto allo stress della città, Lucanda di una giapponese “per unire le nostre due metà”, ovvero quella di Luca e Kinu, romagnolo lui, giapponese lei: “ci siamo conosciuti lavorando insieme nella ristorazione -racconta Luca-. Poi abbiamo deciso di aprire il nostro locale”. Che è un semplice e raffinato giardino d’inverno, riscaldato anche con stufe a vista. Quando la stagione è fredda il tetto è ovviamente chiuso, “in estate apriamo tutto si vedono le bellissime terrazze che si affacciano qui”. La specialità sono i rolls, ottimi: “abbiamo tagliato molte ricette perché in cucina c’è Kinu, e questo per i giapponesi è uno scandalo: le donne in Giappone non possono cucinare”. Del resto il motto del locale è “un battito d’ali può diventare tempesta”, un invito a osare nella vita. La cantina è ricca di vini, ma si trova anche birra. Il locale è frequentato anche da giapponesi, e da gente della moda. Prezzi medio alti, ma per il servizio offerto è un prezzo più che onesto. Si può fare anche solo aperitivo. Info. info@antidotobistrot.it
MCB
Indirizzo: Via Ennio 6
Telefono: 3349891385
Email: info@antidotobistrot.it
Tra moules o pommes frites per respirare Le Vent du Nord
Non c’è bisogno so spingersi fino in Bruxelles per trovare una tipica brasserie belga che serve piatti autentici del Paese: ottime le mules (cozze) chr vengono portate al tavolo dirrttamente nella loro pentola di cottura e accompagnate dalle ferites, patatine croccanti e accompagnate da salse varie. Il tutto innaffiato dalle birre artigianali delle Ardenne. Si spende su 35 euro per un piatto, un contorno e una birra.
Indirizzo: Via Sannio 18, 20137, Milano
Telefono: 0255189027
Email: mbox@leventdunord.it



