Elfo Puccini: la Regina dà scacco alla Corte
Di Marta Calcagno BaldiniCategoria Recensioni
Pubblicato Febbraio 8, 2026

Elena Russo Arman è una Elisabetta I moderna e convincente, tra trionfi sacrifici
Ancora oggi la donna troppo indipendente può spaventare un certo tipo di uomini: nel XVI e XVII secolo, proviamo solo a immaginare. O a vedere, al Teatro Elfo Puccini ancora fino al 15 febbraio, I corpi di Elizabeth, della drammaturga inglese Ella Hickson (classe 1985) per la traduzione di Monica Capuani e la regia di Cristina Crippa e Elio De Capitani. La scena, di Carlo Sala, rende onore al teatro inglese dell’epoca (la stessa di William Shakespeare), non a caso detto “elisabettiano”: era in strutture stabili collocate ai margini della città, costruite a cilindro, senza tetto. Il pubblico stava in piedi guardando verso il palco, che occupava circa metà dello spazio. In questo tipo di sale teatrali la scenografia era quasi inesistente. Anche ne I corpi di Elizabeth non c’è una scenografia fisicamente presente, a parte l’intelligente coinvolgente gioco di spazi creato dal leggero, ma ogni volta decisivo muoversi delle luci e di piani di stoffa, quinte decorate o leggeri oggetti, mobili per caratterizzare minimamente certe situazioni. Meravigliosi i costumi, di Ferdinando Bruni, che vestono la Regina Elisabetta e tutta la sua corte con delicata attenzione estetica e storica.
Ecco che lo spettacolo si pone subito come un incrocio di epoche, nell’attenzione alla veridicità del momento storico in cui è ambientato e la necessità di renderlo nel suo essere scritto oggi. Tutti gli attori (Elena Russo Arman, Maria Caggianelli Villani, Enzo Curcurù, Cristian Giammarini), nell’interpretare ruoli anche multipli, riescono in un complesso gioco delle parti che caratterizza anche lo spettacolo stesso. La Caggianelli Villani inizialmente è Elisabetta da bambina, mentre la Russo Arman interpreta la sua balia. Dopo la prima mezz’ora circa l’infanzia della giovane sovrana termina, e ha inizio il suo reale potere decisionistico durante il suo lungo regno (1558-1603). Ecco che la Arman diventa la regina Elizabeth (oltre che Catherine Seymour e Mary Tudor), mentre la Caggianelli interpreta la giovane Katherine Grey; l’intrigante Cecil è Cristian Giammarini, mentre Enzo Curcurù interpreta sia Thomas Seymour che Robert Dudley.
Un gioco di ruoli che vuole illuminare più di tutte la vita della Regina e la sua figura, unica nel suo tempo: quella di una donna che ha scelto il potere e deve combattere con una società che la vuole vedere anzitutto moglie. Per sperare che, grazie al matrimonio, avvenga l’assoggettamento al marito, persino con il rischio di essere conquistati dal regno che questi rappresenta. Fedele alla sua scelta di essere Regina, Elizabeth sarà disposta anche a rinunciare all’unico uomo di cui si è innamora. L’indipendenza e la coerenza come concetti di cui lo spettacolo si rende portavoce, che sono ben approfonditi e resi, e che, in due ore senza intervallo, arrivano senza dubbio. Magari si potrebbe tagliare qualche scena, anche se nel complesso lo spettacolo è efficace.
DURATA: Un’ora e 55 minuti senza intervallo
INFO: Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
PREZZI: intero € 38/34 | <25 anni € 15 | >65 anni € 23 | online da € 16,50
ORARI: martedì e venerdì ore 19.30 | mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30 | domenica ore 16.30.
Consigli per prima o dopo lo spettacolo
Bistro Olinda
Propone piatti semplici, da poter consumare se necessario in poco tempo, anche vegetariani e vegani, oltre alle nuove interpretazioni di classici della gastronomia italiana o le incursioni di ricette etniche. I dolci sono fatti in casa, la scelta di vini provenienti da piccoli produttori regionali. Olinda è un progetto collettivo nato nel 1996 con l’obiettivo di superare l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano per ricostruire accessi ai diritti di cittadinanza di persone con problemi di salute mentale.
Indirizzo: Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires, 33, 20124 Milano
Website: https://www.olinda.org
Little Italy
Proprio alle spalle del teatro, a tre minuti di distanza, è una trattoria che fa parte di una catena di locali sparsi tra Milano e l’hinterland. Ma la conduzione risulta familiare, cordiale ed efficiente. Ambiente semplice, due piani di sale e salette arredate con gusto semplice e senza il diffuso show off meneghino. Piatti frutto del mix di culture gastronomiche della casa, cilentane, toscane e salentine, con un pizzico di Basilicata ( i peperoni cruschi) offre una gamma di gustose pizze, fritti, fiori di zucca ripieni, melanzane imbottite, carni e pesce… ma non manca il tocco lombardo con l’immancabile risotto e la cotoletta orecchio di elefante (pure in versione imbottita con mortadella e altro). Prezzi intorno ai 20-25 euro , calice di vino o birra compresi.
Indirizzo: via Alessandro Tadino, 41
Website: https://littleitalymilano.com/
Non solo Lesso
Una sala relativamente piccola e una sotto, scendendo una scala di una decina di gradini massimo. Arredamento accogliente, predomina il legno scuro nei tavoli, i portabottiglie sparsi per il locale, cassettiere e credenze: la parola “tradizione” è la prima che salta in mente entrando da “Non solo lesso”, in via Redi angolo via Jan. Fuori folle di persone si rincorrono tra le vetrine di Buenos Aires, qui, nelle corte vie appena dietro il corso, si respira subito un clima accogliente e rilassato. Breker, il proprietario, viene dalle terre percorse dal fiume Brenta, in Veneto: una vera e propria oasi con paesaggi incantevoli, sia naturalmente che per la ricchezza di ville storiche, monasteri, chiese. Ecco che, nel suo ristorante, la cucina rispecchia tutte queste caratteristiche: una cucina verace, di ingredienti genuini e ricette di tradizione “che si trovano un po’ in tutto il nord Italia” dice Beker. Ecco quindi trionfare il lesso (o bollito, 26 euro per testina, lingua, guancia, coda, cappello di prete, biancostato, geretto, cotechino, gallina serviti con salsa verde, mostarda, rafano, senape), che dà il titolo al ristorante, ma anche da provare il brasato, cotto per più di 3 ore, con la puree (ottima, 20 euro). Se i secondi trionfano (spezzatino, polpettone, cinghiale, straccetti ad esempio, sui 18, più cotoletta o ossobuco alla milanese 26 e 25 euro), da provare, tra i primi, la crema di zucca, 10 euro, i ravioli valtellinesi o le caramelle alla piacentina, 13.
Ristorante Batong
Una sala abbastanza piccola a pochi minuti dal Teatro Elfo Puccini. Si trova in Galleria Buenos Aires 14, ma da un lato si affaccia su strada con ampie vetrate. Un gruppo di giovani camerieri, ragazze e ragazzi, simpatici. Tanti clienti cinesi, segno che la cucina è autenticamente asiatica. Infatti il Ristorante Batong è un unicum tra i locali che propongono piatti orientali a Milano: il menù qui è di piatti provenienti dallo Yunnan, regione nell’estremo sud ovest della Cina. Confina con Vietnam, Laos, Birmania e Tibet: ecco perchè si possono gustare qui ricette innovative oltre ai classici involtini primavera o ravioli al vapore (pur presenti). Imperdibili ad esempio gli spaghetti di riso in brodo piccante con carne di maiale macinata (10 euro). Molti sono i piatti con carne, meno di pesce e c’è anche una scelta di ricette vegetariane.
Chiuso al mercoledì
Indirizzo: Galleria Buenos Aires 14
Telefono: 022043712
Email: ristorante.batong@gmail.com
Rosy e Gabriele
Troverete la storica pizzeria degli attori e persone dello spettacolo. I due originari fondatori del ristorante (Rosy e Gabriele) ora sono in pensione, ma 11 anni fa, hanno lasciato il locale a chi già lavorava con loro da 37 anni. Qui la cucina è aperta fino a tardi (il ristorante chiude all’1), in un ambiente movimentato, allegro e in cui lavorano veri professionisti del servizio ai tavoli, da sempre in sala con camicia bianca e papillon nero. Gestiscono l’arrivo di clienti con o senza prenotazione con maestria e simpatia. Si possono mangiare classici piatti milanesi come risotto o cotoletta, ma la specialità è la pizza, presente in varie ricette. Sarete serviti in un’unica sala da pranzo conviviale dal sapore anni ’70-’80, come il paniere d’altri tempi che contiene amaretti, dolcetti alle mandorle e caramelline al limone o alla menta che viene servito a fine pasto se si sceglie di non prendere il dolce.
Indirizzo: Via Giuseppe Sirtori, 26, 20129 Milano
Telefono: 0229525930



