Milano città tema per gli artisti: Lorenzo de Simone e Marina Previtali la raccontano in fotografia e pittura

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Oltre il sipario

Pubblicato Gennaio 26, 2026

Anziana ritratta da Lorenzo De Simone durante il Covid, credit @LorenzoDeSimone
Anziana ritratta da Lorenzo De Simone durante il Covid, credit @LorenzoDeSimone

E' in corso una mostra alla Kasa dei Libri fino al 4 febbraio e sono appena usciti due cataloghi

Due giorni, due presentazioni di libri che raccontano Milano. Ma non pubblicazioni di scrittori, bensì di artisti. Marina Previtali, pittrice milanese diplomata a Brera, che con il suo tratto nervoso e cupo nonostante il largo uso di colori, ha per la città meneghina il suo soggetto principale e ha raccolto le sue opere nel catalogo Marina Previtali-Milano messa in opera, (Silvana Editore, 163 pp, Milano, 2025), e Lorenzo De Simone, fotografo nato sotto la Madonnina, 50 anni cui almeno 15 passati a immortalare la sua città in ogni sfumatura. Ora il suo archivio è raccolto nel libro Il verso di Milano, ed About Cities, uscito due mesi fa da un’idea di Gino Cervi, a cura di Cervi e Giancarlo Consonni, poeta, urbanista e storico dell’architettura. 60 immagini dal Duomo a via Ripamonti, dal Palazzo di Giustizia a Chiaravalle: entrambi gli artisti si muovono dal centro alla periferia, da Porta Romana all’Ortica, dalla Torre Velasca a City Life passando dal Naviglio Ticinese e la Stazione Garibaldi. Si rappresentano due Milano ugualmente intense.

Copertina del libro "Milano messa in opera", credit @GalleriaPrevitali
Copertina del libro “Milano messa in opera”, credit @GalleriaPrevitali

Le tele della Previtali raccontano una città nervosa, ma nella sua continua ricerca di completezza e aiuto per il prossimo: un’energia che si realizza, non crea immagini confuse. I soggetti sono vibranti, di una imprecisione calcolata, che vuole andare ancor oltre, avanti. A confermarlo la parte iniziale del volume, che raccoglie più di 80 testi scritti apposta per questa pubblicazione di giornalisti, storici dell’arte, designer, ma anche direttori di teatro, pasticceri, stilisti, imprenditori: “Milano è una città caratterizzata da varie voci, ma sono armonizzate: è una città sempre in continuo cambiamento, in apparizione, in ‘messa in opera’ appunto” ha detto Lorenzo Valentino, art director, pubblicista e saggista che ha curato la pubblicazione e la presentazione del volume. Che è avvenuta giovedì scorso, 22 gennaio, al Centro Culturale di Milano di via in Largo Corsia dei Servi, a pochi passi dal Duomo, alla presenza di alcuni degli autori delle testimonianze che introducono al catalogo: “Milano è un tessuto connettivo, fatto di persone -ha detto Jacqueline Ceresoli, storica e critica d’arte specializzata in archeologia industriale-. La Previtali ha identificato l’importanza delle periferie milanesi, che sono stratificate: nei suoi quadri le decostruisce e mette in luce ciò che ancora non si vede”. Cercando di non correre troppo in fretta, però: “quando Milano va troppo veloce, la borla giò (inciampa) -dice Luca Crovi, autore, giornalista, esperto di Milano-. Per me dovrebbe capire che deve rallentare un attimo, e preservare le sue varie identità”. Alcuni esempi? “I tram ce li hanno rubati gli americani. Il panettone più buono oggi lo fanno in Sicilia. Il Duomo è assalito ogni giorno da code lunghissime di visitatori: per provare la vertigine va sempre in alto, è ‘La città che sale’, ma deve salvare le sue diverse identità. Il rischio di cadere c’è”.

Alessandra Klimciuk, critica d’arte e manager culturale nonché responsabile arte e cultura alla Fondazione Stelline, ha sollevato un altro tema importante per Milano: il senso della cura verso il prossimo. Gli orfanotrofi delle Stelline e i Martinitt, come l’ospizio Albergo Trivulzio furono fondati nel XIX secolo, “ed erano tutti e tre gestiti dal Comune. Milano è una città che include, accoglie e fa fiorire i talenti” ha detto la critica.

Al Centro Culturale di Milano per la presentazone del libro "Milano messa in opera". Da sinistra: Lorenzo Valentino, Luca Crovi, Jacqueline Ceresoli, Alessandra Klimciuk. credit @CentroCulturalediMilano
Al Centro Culturale di Milano per la presentazone del libro “Milano messa in opera”. Da sinistra: Lorenzo Valentino, Luca Crovi, Jacqueline Ceresoli, Alessandra Klimciuk. credit @CentroCulturalediMilano

Anche per De Simone non sono la moda, l’economia, la fretta, i caratteri distintivi di Milano. Sono semmai le persone, le loro storie, i luoghi in cui si trovano nell’attimo in cui il fotografo le riesce a cogliere e immortalare: “mi piace camminare nelle vie di Milano e cogliere i momenti”. Lo incontriamo alla sua mostra alla Kasa dei Libri, dove si trova esposta, fino al 4 febbraio (ore 15-19 dal lunedì al venerdì, largo De Benedetti 4, www.kasadeilibri.it), una selezione di 20 immagini delle sue 60 raccolte nel libro Il verso di Milano, ed About Cities, uscito due mesi fa da un’idea di Gino Cervi, a cura di Cervi e Giancarlo Consonni, poeta, urbanista e storico dell’architettura. Sotto ad ogni immagine è stata associata una poesia o una canzone che si associano al luogo immortalato. Dai versi in dialetto, alla canzone Milano di Lucio Dalla (a cui si ispira il nome di questo sito). Cinquant’anni, milanese, con un passato di assistente in un’agenzia fotografica e poi assistente sul campo di fotografi di viaggio (dagli Usa al Sud Est Asiatico), per De Simone i dettagli raccontano una storia, e si possono trovare sempre e comunque. Dalla signora anziana che cammina durante il covid con la mascherina e passa proprio in quel momento davanti al cartellone con scritto “un passo alla volta”, al Duomo, spesso soggetto delle sue immagini, fino al montaggio di quattro finestre di un hotel, che mostrano due persone presenti dietro ai vetri in camera da letto. sì, De Simone è un po’ voyeur, ma senza mai essere paparazzo: “cerco di avere sempre un tocco più delicato e poetico”. Dal centro al Quartiere Isola, Lorenteggio, Bovisa: “Quando vado verso le periferie trovo una città un po’ nascosta, ma anche lì con tante store da raccontare”. Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Mauro De Biasi i suoi fotografi: “Milano mi ispira molto, più delle città d’arte come Firenze e Venezia. Ha un fascino un po’ più discreto ma consumando tante suole di scarpe, camminando, si trova”.  

Andrea Kerbaker e Lorenzo De Simone alla Kasa dei Libri, credit @MartaCalcagno
Andrea Kerbaker e Lorenzo De Simone alla Kasa dei Libri, credit @MartaCalcagno

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