Una sfida alla morale del doppio standard che è piaciuta molto agli attori

Di Giusi Di Lauro

Categoria Interviste

Pubblicato Dicembre 12, 2025

Ivan Cotroneo, credit @fabriziocestari
Ivan Cotroneo, credit @fabriziocestari

Con Ivan Cotroneo all’indomani della Prima di “Scandalo”

Come è andato il lavoro di memorizzazione del testo da parte degli attori?
Siamo in una conversazione piacevole con Ivan Cotroneo, all’indomani della Prima di Scandalo, al Teatro Manzoni fino al 21 dicembre (che Milanoateatro ha recensito qui: Intellettuali che fanno “Scandalo”: al Manzoni la commedia sul desiderio femminile che (ancora) fa discutere – Milano a Teatro). La domanda nasce dallo stile dello pièce, il genere del teatro di parola.

“Sono stato, ben prima di scrivere per la prosa, uno spettatore di questo teatro di parola e da lì credo di aver preso la mia predilezione per lo stile, uno dei miei drammaturghi di riferimento è Peppino Patroni Griffi, forse un po’ dimenticato. Devo dire che con gli attori non c’è stata nessuna fatica nel lavoro di memorizzazione, sono riusciti a entrare bene nei personaggi, hanno suggerito anche delle aggiunte, sono stati molto generosi con me, hanno accettato la sfida”.

Da dove è nata l’ispirazione per questa storia che ci mostra, con un finale a sorpresa che non riveliamo, l’ambiguità dei personaggi e la morale del doppio standard?

È una situazione che ho osservato molte volte e che non cambia ancora, quando l’amore nasce tra una donna più grande d’età e un giovane uomo, la storia di quei due diventa la differenza di età e il bilancino del sospetto pende dalla parte della donna. Quando è l’uomo ad essere più anziano della donna non suscita lo stesso clamore e comunque l’indagine sulla stranezza va sempre in direzione della donna. Nulla sembra cambiare, è sempre la donna a dovere farsi carico di una spiegazione”.

Visto che la storia è ambientata nel mondo letterario editoriale ci ha ricordato lo scalpore dell’ultimo matrimonio di Alberto Moravia con Carmen Llera Moravia.

“Quella come altre che ci sono state, sono storie in cui gli esterni alla coppia proiettano la loro visione e si vede bene come agisce, qui in Scandalo ad esempio nessuno crede che Laura (la protagonista, Anna Valle) sia stata molto innamorata di Goffredo e che non l’abbia mai tradito, lei così giovane e bella. E paradossalmente si crea una zona di conforto morale che rassicura tutti”.

Come il personaggio del vicino di casa, innamorato di Laura, che immagina che lo scandalo si spieghi anche per lo stile di vita promiscuo che sono soliti condurre gli artisti…

“Sì, è un personaggio che aiuta a capire questa visione scontata delle cose, il pregiudizio, che riflette di fatto invidia e disprezzo insieme”.

Altro tema che scorre forte nel testo è la visione chiusa, editoriale degli intellettuali, rappresentata da quella grande libreria incombente sulla scena.

“Andrea (Gianmarco Saurino, il protagonista maschile) ha la parte del giovane che non ha mai letto libri, sbaglia la pronuncia degli autori russi, ma poi si appassionerà alla lettura, più degli stessi intellettuali, e infatti non si capacita che l’editrice di Laura parli solo di vendere e comprare. Purtroppo nella realtà è proprio così”.

Com’è andare in scena a Milano?

“Mi trovo bene qui, l’anno scorso è andata in scena un’altra mia opera, Amanti, che tornerà anche l’anno prossimo, e tra qualche mese sarò all’Elfo Puccini, con un altro mio lavoro, La denuncia. È un buon periodo, sto realizzando quello che avrei sempre voluto fare, scrivere per il teatro. Ne sto scrivendo un altro, ma non dico niente ancora. Adesso è il momento di Scandalo, era andato in scena solo a ottobre a Spoleto, quindi siamo proprio ai primi passi. Sono soddisfatto di aver lavorato con un bel gruppo di attori che mi hanno dato tanto, e con tutta la produzione. Che dire altro? Spero che al pubblico milanese piaccia”.

IVAN COTRONEO è nato a Napoli nel 1968. Diplomato in Sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, ha pubblicato tre romanzi e una raccolta di racconti, ha collaborato alla sceneggiatura di film con, fra gli altri, Maria Sole Tognazzi (L’uomo che ama, Io e lei, Viaggio Sola), Ferzan Ozpetek (Mine vaganti) Renato de Maria (Paz !, La prima linea), Luca Guadagnino (Io sono l’amore), Riccardo Milani (Piano solo). Per la televisione ha ideato e scritto numerose serie originali, fra le quali Tutti pazzi per amore, Una grande famiglia, Un’altra vita, Sorelle, Sirene, E ’arrivata la felicità, Mentre ero via, Una mamma imperfetta e La compagnia del Cigno, queste ultime due anche dirette. Ha collaborato come autore ad alcuni programmi televisivi (L’ottavo nano, Parla con me, Stasera Casa Mika). Come regista cinematografico ha esordito con La Kryptonite nella borsa, il suo secondo film è Un bacio. A teatro è autore di Amanti, Scandalo e La denuncia.

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