Il Piccolo Teatro presenta “Prospettiva Ronconi”: mostre, spettacoli, incontri per celebrare il regista a 10 anni dalla morte

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Festival

Pubblicato Febbraio 26, 2025

Una scena di "Infinities", credit @marcellonorberthpiccoloteatromilano
Una scena di "Infinities", credit @marcellonorberthpiccoloteatromilano

Inaugurazione l'8 marzo, giorno del suo compleanno, con una mostra-ricordo che occuperà i foyer di tutti e tre gli stabili

Cos’era il Tempo nel teatro di Luca Ronconi? La recitazione lenta e innaturale che chiedeva ai suoi attori. Le scenografie imponenti e macchinose che occupavano lo spazio e avevano un ruolo diretto negli spettacoli. Si può dire che nel complesso le sue regie, spesso lente e raramente dotate del ritmo
dell’ironia o della giocosità, creavano spettacoli intellettuali e macchinosi, in cui la parola si faceva largo con violenza tra il significante che lo spazio scenico gridava a gran voce.

Non un lavoro snello, insomma, quello di ricordare l’ampio e articolato operato di Luca Ronconi per il teatro. Il regista originario di Susa, classe 1933, dal 1998 al 2015 fu direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano insieme a Sergio Escobar, direttore amministrativo dal 1998 al 2020: lo stabile milanese decide di assumersi questa responsabilità in occasione del decennale dalla morte del regista. “E quindi, come celebrare una tale occasione?” si chiede Claudio Longhi, ora direttore artistico del Piccolo, lo scorso venerdì 21 febbraio alla presentazione di Prospettiva Ronconi, il programma di iniziative promosse dallo stabile milanese per celebrare il decimo anniversario della morte del regista.

Anzitutto organizzando la stessa conferenza stampa nella Scuola di Teatro del Piccolo, e non in una delle tre sale teatrali: “ci siamo rifugiati in un luogo non aperto, non pubblico del teatro, che normalmente non si vede e dove probabilmente Ronconi si sarebbe trovato molto più a suo agio” continua Longhi. Infatti, tiene a sottolineare, questa “è una conferenza stampa che al tempo stesso è anche qualcosa di diverso”. Una specie di festa, cui hanno partecipato molti direttori dei principali teatri milanesi e che ha segnato l’inizio di vari appuntamenti fino alla data dell’8 marzo, compleanno del Maestro.

L’occasione si presta anche per presentare Lanfranco Li Cauli, nuovo direttore amministrativo del Piccolo: “ciò che oggi racconta meglio Luca Ronconi non è forse uno spettacolo, ne’ molti -ha detto in conferenza stampa-, ma la capacità di mantenere vivo uno sguardo sul teatro, sulla realtà, sul mondo: una bussola per orientarci nel lavoro che ci attende “. Infatti, in campo di inquadramenti, il titolo del ricco calendario di iniziative, varie e diverse, insiste sul concetto di prospettiva perché la parabola di arte, studio e vita dell’artista ha, continua Li Cauli, “della prospettiva la capacità di proiettarsi verso un punto di vista infinito e, al contempo, anche di spostarlo, alterarlo in un inesauribile gioco di variazioni e rispecchiamenti”.

L’inaugurazione vera e propria di Prospettiva Ronconi sarà nel giorno del compleanno del regista (sabato 8 marzo) con una mostra/installazione che abiterà i foyer dei tre teatri con l’esposizione di bozzetti, disegni, progetti scenici, fotografie delle prove, modellini, costumi messi a disposizione dall’Archivio e dalla Sartoria del Piccolo Teatro di Milano. Uno sguardo inedito sulla costruzione degli spettacoli di Ronconi, ad affiancare la più nota memoria di manifesti e fotografie di scena. Sempre sabato 8 marzo, inoltre, la Prima di Ho paura torero per la regia di Claudio Longhi, sarà dedicata “al Maestro Luca Ronconi” annuncia il direttore, che fu assistente e collaboratore di Ronconi nelle stagioni iniziali della sua permanenza a Milano (“ricordo le nostre chiacchierate alla Libera -la pizzeria dove spesso attori e registi del Piccolo andavano dopo gli spettacoli-, e l’importanza che aveva per lui la formazione degli attori. Tema importante in un momento in cui il teatro di regia sta per essere superato”, racconta ancora Longhi, commosso).

Gli attori hanno un ruolo importante, infatti, nel programma di questa Prospettiva: nel Teatro Studio lunedì 17 marzo (ore 19.30) va in scena Non era così: alcuni dei più celebri interpreti ronconiani, Franco Branciaroli, Giovanni Crippa, Laura Marinoni, Massimo Popolizio, Galatea Ranzi
faranno rivivere, in lettura, scene di spettacoli degli ultimi vent’anni di creazioni, tra il 1995 e il 2015. Lo spettacolo vuole essere un ritratto, per quanto parziale e arbitrario, di Ronconi, della sua visione scenica e, al contempo, riflettere teatralmente sul rapporto tra memoria e palcoscenico. Realizzato in collaborazione con il Teatro di Roma – Teatro Nazionale e il Centro Teatrale Santacristina, questa serata è l’altra metà di
un evento gemello, sempre con la curatela di Giacomo Bisordi, pensato per il teatro della capitale, diretto da Ronconi prima del suo arrivo alla guida artistica del Piccolo Teatro di Milano. Due movimenti cronologici complementari, uno dal 1995 al 2015 ed un altro a ritroso dal 2015 al 1995.

A Milano si rivedranno scene da quattro lavori del periodo della direzione artistica al Piccolo: dal titolo inaugurale La vita è sogno all’ultimo Lehman Trilogy, passando per due lavori iconici come LolitaSceneggiatura, e Il candelaio. Accanto a questo quartetto, saranno ricordati due titoli emblematici della direzione di Ronconi al Teatro di Roma, Verso Peer Gynt, lavoro di successo europeo, modello di “spettacolo possibile” che Ronconi era solito costruire mettendo insieme un nucleo di attori affermati ed altri all’avvio della carriera, e Questa sera si recita a soggetto, titolo che il regista aveva in cantiere di affrontare di nuovo proprio a Milano, se la morte non lo avesse fermato.

I frammenti degli spettacoli, proiettati in video nel corso della serata, saranno montati tra loro a costruire un flusso della memoria artificiale che i cinque interpreti attraverseranno di nuovo per la prima volta, ad anni di distanza dalle creazioni originarie.

In aprile uscirà il libro Luca Ronconi, Gli anni del Piccolo: 1998-2015. Interviste, casa ed il Saggiatore,  a cura di Eleonora Vista, ripercorre il periodo trascorso da Luca Ronconi alla guida artistica dello stabile milanese, rileggendolo attraverso le interviste, riportate nei programmi di sala e rilasciate dal regista per illustrare e approfondire gli oltre trenta spettacoli creati in quel periodo. L’obiettivo è raccontare il processo creativo di Luca Ronconi attraverso le sue stesse parole. Il 14 maggio, nel giorno del suo settantottesimo compleanno, il Piccolo Teatro di Milano immagina un programma di appuntamenti ‘in rete’, ancora in via di definizione, collegando tra loro Accademia e Pinacoteca di Brera, Teatro alla Scala e Teatro Grassi, poli di una vera e propria “cittadella della cultura”, nel cuore di Milano. Sarà il Piccolo Day.

Venerdì 16 maggio, nel Chiostro Nina Vinchi, Oliviero Ponte di Pino condurrà una conversazione tra Margherita Palli e Marco Rossi, scenografi di riferimento nel percorso e nello sviluppo artistico del regista. Il 26 maggio, sempre nel Chiostro Nina Vinchi, si torna all’importanza degli attori per il regista con l’incontro Ronconi “Maestro di attori” e la sua vocazione alla pedagogia teatrale. Ha anche preso avvio una prima valorizzazione dei materiali archivistici legati al periodo della sua direzione artistica al Piccolo. Tali interventi si innestano in una più ampia riflessione scientifico-metodologica sulla documentazione di spettacolo e archivistica della realtà del Teatro. Ecco che il triennio 2024-2027 della “Scuola di Teatro Luca Ronconi” non poteva che essere a lui dedicato: “l’intitolazione non è puramente simbolica e formale ma ha una precisa ricaduta didattica. All’interno del corso, infatti, è stato avviato un
approfondimento critico sul metodo di lavoro del regista”, specifica Longhi.
Questi e altri appuntamenti organizzati per celebrare il regista, e ricordando, come ha spiegato Lanfranco Li Cauli, nuovo direttore amministrativo del Piccolo, che “Ciò che oggi ciò che meglio racconta Luca Ronconi non è forse uno spettacolo, né molti, ma la capacità di mantenere vivo uno sguardo sul teatro, sulla realtà, sul mondo: una bussola per orientarci nel lavoro che ci attende”.

 info. www.piccoloteatro.org

 

 

 

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