Ragazzi irresistibili? l'amarezza dell'età che avanza prevale al Piccolo

Marta Calcagno Baldini

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La scenografia, di Maurizio Balò, si apre su una camera da letto. Solo poi si scoprirà che è la stanza di un albergo: come spie ci si introduce nell’intimo vivere di Willy Clark, Franco Branciaroli, 75 anni. Da ex attore, di varietà, ha mantenuto tutte le caratteristiche intrinseche di quasi tutti gi esponenti di questa categoria: egocentrico e in cerca di pubblico, nonché di quell’approvazione esterna che potrebbe aiutarlo ad amarsi un pochino. La televisione accesa gioca un ruolo importante in questa solitudine: è ignorata ma indispensabile. Bussano alla porta: con difficoltà, che sarà una costante ogni volta durante i 120 minuti di spettacolo, Branciaroli-Clark apre. È il nipote, Ben Silverman, Flavio Francucci, una volta alla settimana va a trovare lo zio, ma non propriamente per fargli compagnia: Clarck si ostina ad utilizzare Ben anche come agente, pretendendo da lui ruoli da interpretare.

Al Piccolo Teatro Strehler è in scena, fino al 21 gennaio, I ragazzi irresistibili, commedia scritta da Neil Simon (New York, 1927-2018) per il teatro, e che lui stesso adatta come sceneggiatura per il film omonimo del 1975 vincitore un Premio Oscar. La regia, di Massimo Popolizio, evidenzia i rapporti umani soprattutto in relazione con l’età (che avanza): quando il nipote entra in stanza, quel giorno, ha una notizia apparentemente buona: ha trovato un ruolo per lui. Ma dovrà recitare con Al Lewis (Umberto Orsini), suo socio e compagno di lavoro per anni, con cui hanno cavalcato il successo nel teatro comico ma litigando continuamente e con cui il rapporto si sarebbe chiuso malamente.

Premessa necessaria per entrare nel vivo dello spettacolo vero e proprio. Lewsis-Orsini, 90 anni, è arrivato proprio ora alla pensione per iniziare le prove. Il teatro si può fare ovunque, e una camera d’albergo è più che sufficiente per riportare alla memoria vecchi successi, non fosse per le antiche rivalità che tornano a galla con in più l’astio e la chiusura che maturano con l’età.

Per uno spettacolo che è una interessante prova d’attore tra i due protagonisti, ma anche nelle figure di contorno come la infermiera, Chiara Stoppa, che viene assunta per gli ultimi giorni di Clark nella pensione.

L’amarezza che lascia questo lavoro è implicita e probabilmente inevitabile data l’età dei protagonisti. Seppur in uno spettacolo ritmato e vario, infatti, la melanconia aleggia in ogni scena: il senso ultimo de I ragazzi irresistibili, infatti, è di rappresentare molto esplicitamente, la difficoltà con cui l’uomo accetta l’avanzare degli anni e, soprattutto, a quali figure si predispone incosapevolmente pur di continuare a sentirsi vivo.

16-21 gennaio

Durata: 120 minuti compreso intervallo

Info: Piccolo Teatro Strehler, largo Greppi – M2 Lanza.

Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16.

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org

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Una risposta a “Ragazzi irresistibili? l’amarezza dell’età che avanza prevale al Piccolo”

  1. Giovanna

    Grazie sono stata venerdì scorso bellissimo

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