Perdersi nella nebbia di Fog

Marta Calcagno Baldini

Interviste ai direttori

Se la critica serve a definire, capire, inquadrare l’arte, c’è un genere che ha come unica categoria l’indeterminatezza. È la performance. Complessa da ospitare nei teatri, è un linguaggio universale anche in senso extraterritoriale e extralinguistico: attraverso “momenti d’arte” si esprimono valori e si denuncia la situazione attuale della società contemporanea. Milano ha, grazie alla Triennale, un porto sicuro per questa espressione artistica che porta con se una moltitudine di voci molto diverse tra loro. Perché Umberto Angelini, oggi Chief Curator per il settore musica, teatro, danza, performance e membro del comitato scientifico di Triennale, del cui Teatro è direttore artistico dal 2017 (Milanoateatro lo ha intervistato qui: Partiamo con Umberto Angelini: tra la Triennale e il Teatro Grande di Brescia racconta a Milanoateatro la sua chiave per gestire una sala: “Costruire una relazione tra pubblico e artisti”  – Milano a Teatro), è stato uno dei primi a guardare con interesse alle arti performative: grazie a lui ha aperto la seconda parte della IX edizione di Fog, il Festival di Performing Art che, dopo l’anteprima di sabato 19 settembre con la prima assoluta di Lina Lapelytè (Leone d’Oro nel 2019 alla Biennale d’Arte di Venezia), da sabato 3 ottobre al 15 novembre prevede 14 appuntamenti per 34 repliche, tra cui 4 prime assolute, 4 prime nazionali e l’anteprima italiana della Lapelytè.

Lina Lapelytė Instructions for the Woodcutters, performance documentation Haus der Kunst 2021 credit@ Constanza Melendez_Munich,DE

Angelini, lei sostiene che viviamo in una “società assertiva”. Allo stesso tempo che la performance sia un genere artistico capace di “raccontare tante possibili umanità”: non è un controsenso? 
 
Viviamo all’interno di società sempre più assertive e meno aperte al dialogo. Con Fog cerchiamo di opporci a queste dinamiche, rivendicando il dubbio e stimolando lo spettatore verso forme di socialità temporanee
 
Perché il festival è diviso in 2, tra primavera e autunno?

La distribuzione in due momenti dell’anno permette di rafforzare la proposta artistica favorendo anche le collaborazione con altre realtà italiane e internazionali. Siamo partiti con Lina Lapelytė, Leone d’Oro nel 2019 alla Biennale 
d’Arte di Venezia come migliore Partecipazione Nazionale per Sun & Sea.

La Biennale è un importante palco a cui guardate per valutare gli artisti da 
invitare? quale altro festival vi ispira?

Il mio lavoro si nutre di storie, immagini e progetti che non necessariamente 
risiedono nell’esperienza artistica
. I grandi teatri, i festival internazionali 
e le più significative esposizioni artistiche così come le realtà indipendenti 
possono essere una importante fonte di conoscenza e ispirazione.

 Cinque ore di performance la Lapelytė: quanto spesso il tempo è un elemento 
contraddistivo della performance?

Anche Gaetano Palermo e Michele Petrosino stanno per 8 ore a dormire in una stanza per indagare il concetto di sonno. FOG analizza la relazione tra spettatore e performer disegnando ambienti in cui la dimensione temporale gioca da protagonista sovvertendo l’abituale rito della fruizione teatrale

Cosa si aspetta dal pubblico? Si dice che oggi sia sempre più complicato 
tenere l’attenzione.

Il nostro pubblico, curioso e complice, risponde in maniera straordinaria alla nostra proposta artistica.  

-A.I.M-by-Kyle-Abraham-Cassette-Vol.1-2-©-ChristopherDuggan-scaled.jpg
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 Yanghee Lee dalla corea porta negli anni ’90 e i rave, Agnese Banti nello Spazio Voce realizza un progetto accessibile per i ciechi. Jaha Koo cucina street food coreana. Iran con Amir Reza porta una creazione apposta per il festival, Chiara Bersani crea un’installazione sospesa tra umano e nn umano. Romeo Castellucci affronta la figura di Amleto come emblema della distruzione del linguaggio e, al tempo stesso, della costruzione di una nuova genealogia. In tutta l’intervista cerco di trovare una chiave, una linea che unisca le vari performance presenti. Ma ci sono talmente tanti stimoli diversi che forse alla fine l’unica verità è che la performance non si può definire. È così? 
 
Fog è sempre stato un caleidoscopio poetico ed estetico. Si muove per 
traiettorie e geografie artistiche. 


 
  
 
  

Informazioni

Indirizzo: Triennale Teatro dell’Arte, viale Alemagna 6, 20121

Info: Email: info@triennale.org – Telefono: 02-724341-4239 – Website: www.triennale.org – Facebook triennalemilano – Instagram triennale

Bilgietti: I biglietti per la nona edizione di FOG sono in vendita sul sito triennale.org e presso la biglietteria di Triennale, mentre i quattro livelli della Membership di Triennale permetteranno agli spettatori una prelazione di due giorni e di non perdere nessuno degli appuntamenti in programma (info su triennale.org/membership).

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