Dal Piccolo a San Siro: spettacoli di nuova drammaturgia incontrano gli spazi in cui avvengono

Marta Calcagno Baldini

Festival

Prima si chiamava Trame d’autore il festival di nuova drammaturgia ideato e fondato nel 2001 da Angela Lucrezia Calicchio, ed era il progetto di punta di Outis, il Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea da lei stessa fondato nel 1998. La Calicchio scompare nel 2021, il suo festival va avanti: Andrea Capaldi, attore romano, ne assume la direzione artistica già in quell’anno. In quanto fondatore anche di Mare Culturale Urbano, il centro di produzione artistica attivo in zona ovest di Milano con una forte impronta alla rigenerazione urbana delle periferie a impatto sociale, ora l’aspetto di vera e propria ricerca drammaturgica è meno rilevante. Conta più l’uso innovativo degli spazi extra-teatrali e la ricerca di nuovi palcoscenici in aree meno frequentate della città.

Anche se, a dare continuità, come era già con la Calicchio, su questo Festival scende l’ala protettiva del Piccolo Teatro, che collabora alla realizzazione. L’edizione 2026 si svolge da domani, 8 settembre, al 20, con partenza al Piccolo Teatro Grassi e poi un’indagine del Quartiere San Siro come territorio per fare teatro.

Indagine non è una parola a caso, dato che il cuore stesso del progetto si chiama Indagine Milano: gli attori e le compagnie vengono selezionati e poi accompagnati per un tempo lungo di ricerca in un quartiere della città scelto per quell’anno di Immersioni. I gruppi si dovranno “immergere” nelle vie e l’area selezionata per elaborare il loro progetto teatrale e drammaturgico. «Addentrarsi nello spazio in continuo movimento della città, tra le maglie dei suoi cambiamenti (…) è ciò che unisce il Piccolo Teatro di Milano e mare culturale urbano nel comune progetto del Festival IMMERSIONI” ha detto oggi Claudio Longhi, direttore artistico del Piccolo Teatro.

Insomma la drammaturgia fine a se stessa conta, ma interessa solo se inserita in un processo di relazione territoriale. Ecco la minera delle periferie, su cui il Piccolo insiste spesso: andare in luoghi lontano dal centro per essere più vicini alle persone e quindi trovare più stimoli, “produrre conoscenza, consapevolezza e crescita collettiva”. «Scegliamo di lavorare nelle periferie perché è lì che s’incontra la città vera. Sono territori attraversati da una grande eterogeneità di storie, provenienze, generazioni, desideri e conflitti: il nostro scopo è diventare una città migliore, creare occasioni di ascolto reciproco” ha detto Capaldi.

Il programma si costruisce attorno a due dimensioni in dialogo tra loro. Il cuore progettuale e produttivo del Festival è Indagine Milano, il percorso attraverso cui artiste, artisti e collettivi vengono selezionati e accompagnati in un tempo lungo di ricerca, relazione con i territori e creazione. A questo si affianca un programma di ospitalità, composto da spettacoli e performance scelti perché indagano il rapporto tra arte e società.

Mentre vivono il quartiere e preparano lo spettacolo gli artisti lavorano contemporaneamente, ciascuno seguendo la propria ricerca e costruendo relazioni con abitanti, associazioni e realtà locali affiancati da una squadra di 5 attori professionisti che li segue e aiuta (tra cui Federica Fracassi e Davide Carnevali).

Uno spettacolo gigantesco, credit @Immersioni

Il Festival si sviluppa in due movimenti, dall’8 al 15 settembre al Teatro Grassi e dal 16 al 20 settembre a San Siro. Apre domani, martedì 8 e 9, Uno spettacolo gigantesco, drammaturgia di Alice Sinigaglia e Elena C. Patacchini: una conferenza deraglia in un carnevale di visioni mostruose. Spettacoli che parlano di rabbia, insoddisfazione, ansia. Come Rubinetti, dall’11 al 13 nel Chiostro Nina Vinchi, che parla di Radio Sorgente, “che apre i rubinetti del dissenso su tutto ciò che non hai mai osato dire”. Si riflette sl rancore urbano anche in “Stiamo da dio”, al Teatro Grassi l’11 e 13 settembr

Rubinetti, credit @Immersioni

Il 12 e 13 si riflette, sempre al Grassi, sul caro affitti e la necessità di convivnza in “Coinquilini”. In piazzale Selinunte Martina Ponzinibio e Isabella Nardelli propongono “Corpi in bilico” il 19 e 20 settembre: un allenamento collettivo di boxe con il pubblico per “allenarsi a sostenere la propria battaglia insieme agli altri”. Anche “Non avere le parole” è un progetto partecipativo con Ludvica De Angelis: il 19 settembre dalle 10 alle 13 nel Mercato di via Osoppo angolo via Altamura l’attrice invita il pubblico a confrntarsi con le parole non dette. Il 20 settembre ci si sposta a CasciNet, all’Ortica (via Cavriana 38) per “Il bosco dei sogni”, spettacolo teatrale immersivo nella natura ispirato a “Sogno di una notte di mezza estate” per la regia di Gledis Cinque. Dopo la festa del 12 settembre, dalle 22, nel Chiostro Nina Vinchi per rivivere la serata iconica Bandiera Gialla dello Spirit de Milan (in un momento in cui il locale è chiuso), il 20 settembre a mare culturale urbano si chiude l’edizione 2026 di Immersioni con il concerto degli Ipefaltrak, ore 18.30: una colorata folk band nata sett’antanni fa a Quinto Romano che suona con pentole e coperchi al posto degli strume

info. www.maremilano.org, www.piccoloteatro.org

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