Quasi tutti fantasmi, ma la loro è una "Magnifica Presenza"

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Tutti gli 8 attori del cast di Magnifica presenza, per la regia di Ferzan Özpetek e in scena dal 10 al 22 dicembre al Teatro Manzoni, sono stati concordi con Marco Balsamo, direttore di Nuovo Teatro e produttore dello spettacolo, nel dire che “nei primi giorni di prove Özpetek non ti fa recitare: si parla, di cibo e di altro.  Perché ti analizza, ti scruta per capire come far uscire la tua personalità, il tuo essere. Ecco perché in questo lavoro non c’è un protagonista, tutti i ruoli sono importanti”. È vero, e questa simbiosi arriva persino a confondere un po’ le idee, in uno spettacolo in cui ogni anima è indagata e restituita quasi a nudo. Dopo Mine Vaganti, altro spettacolo diretto dal regista turco e preso da un suo film, con Magnifica presenza si conferma la multiformità di questo autore e regista, che entra nell’animo dei suoi personaggi descrivendo la propria intimità davanti a scelte di vita e cambiamenti vincolanti.

La trama, per il teatro, viene ridotta all’osso: Pietro, Erik Tonelli, è il giovane omossessuale che aspira a diventare un attore e arriva a Roma. Peccato che la casa in cui è andato ad abitare sia popolata da fantasmi, che sono stati attori (Lea-Serra Yilmaz, attrice turca spesso nei film e spettacoli di Özpetek, Maria- Tosca D’Aquino, Ambrogio-Toni Fornari, Filippo/Ennio- Luciano Scarpa, Gea/Livia-Tina Agrippino, Elena-Sara Bosi). Morirono tragicamente proprio in quella casa durante la Seconda Guerra Mondiale: Pietro, nonostante la diffidenza iniziale, finisce con l’instaurare un saldo rapporto di amicizia con la compagnia.

In questo limbo condiviso, i protagonisti riusciranno a uscire dai confini nei quali si sono relegati per raggiungere una nuova via. “Nell’adattamento teatrale – sottolinea Serra Yilmaz– Ferzan ha modificato parecchi aspetti, aggiungendone altri che nella pellicola non esistevano. A partire proprio dal numero di fantasmi, che qui sono di meno, per seguire poi con alcune modifiche alle origini di Pietro”.

Aldilà delle modifiche della trama, ciò che colpisce è la passione di questo regista per la descrizione dell’animo attraverso la sua arte, amando l’analisi della profondità dei rapporti umani. Conoscendosi reciprocamente, infatti, i fantasmi rivelano a Pietro anche segreti scomodi del proprio passato, fino al punto da riuscire a mostrare a lui la propria commedia.

DURATA: 90 minuti senza intervallo

10-22 dicembre 2024

Teatro Manzoni, via Manzoni 42

INFO: www.teatromanzoni.it, info@teatromanzoni.it. Tel. 02-7636901

ORARI: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30 sabato 21 novembre ore 15,30 e 20,45

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