Musica, scene e fantasia per entrare ne "Il bar sotto il mare"
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Recensioni

Tutti gli 8 attori del cast di Magnifica presenza, per la regia di Ferzan Özpetek e in scena dal 10 al 22 dicembre al Teatro Manzoni, sono stati concordi con Marco Balsamo, direttore di Nuovo Teatro e produttore dello spettacolo, nel dire che “nei primi giorni di prove Özpetek non ti fa recitare: si parla, di cibo e di altro. Perché ti analizza, ti scruta per capire come far uscire la tua personalità, il tuo essere. Ecco perché in questo lavoro non c’è un protagonista, tutti i ruoli sono importanti”. È vero, e questa simbiosi arriva persino a confondere un po’ le idee, in uno spettacolo in cui ogni anima è indagata e restituita quasi a nudo. Dopo Mine Vaganti, altro spettacolo diretto dal regista turco e preso da un suo film, con Magnifica presenza si conferma la multiformità di questo autore e regista, che entra nell’animo dei suoi personaggi descrivendo la propria intimità davanti a scelte di vita e cambiamenti vincolanti.
La trama, per il teatro, viene ridotta all’osso: Pietro, Erik Tonelli, è il giovane omossessuale che aspira a diventare un attore e arriva a Roma. Peccato che la casa in cui è andato ad abitare sia popolata da fantasmi, che sono stati attori (Lea-Serra Yilmaz, attrice turca spesso nei film e spettacoli di Özpetek, Maria- Tosca D’Aquino, Ambrogio-Toni Fornari, Filippo/Ennio- Luciano Scarpa, Gea/Livia-Tina Agrippino, Elena-Sara Bosi). Morirono tragicamente proprio in quella casa durante la Seconda Guerra Mondiale: Pietro, nonostante la diffidenza iniziale, finisce con l’instaurare un saldo rapporto di amicizia con la compagnia.
In questo limbo condiviso, i protagonisti riusciranno a uscire dai confini nei quali si sono relegati per raggiungere una nuova via. “Nell’adattamento teatrale – sottolinea Serra Yilmaz– Ferzan ha modificato parecchi aspetti, aggiungendone altri che nella pellicola non esistevano. A partire proprio dal numero di fantasmi, che qui sono di meno, per seguire poi con alcune modifiche alle origini di Pietro”.
Aldilà delle modifiche della trama, ciò che colpisce è la passione di questo regista per la descrizione dell’animo attraverso la sua arte, amando l’analisi della profondità dei rapporti umani. Conoscendosi reciprocamente, infatti, i fantasmi rivelano a Pietro anche segreti scomodi del proprio passato, fino al punto da riuscire a mostrare a lui la propria commedia.
DURATA: 90 minuti senza intervallo
10-22 dicembre 2024
Teatro Manzoni, via Manzoni 42
INFO: www.teatromanzoni.it, info@teatromanzoni.it. Tel. 02-7636901
ORARI: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30 sabato 21 novembre ore 15,30 e 20,45
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Al Teatro Franco Parenti Paolo Hendel e Lucia Vasini interpretano due anziani che cercano di vivere una nuova fase della loro vita, tra case comuni e figli irrealizzati

Bravo Sandro Lombardi nei panni del protagonista, ma lo spettacolo che indaga nella vita del celebre viveur a partire dagli ultimi anni si allontana (troppo?) dall'immaginario artistico e letterario che lo ha reso celebre

Francesco Colella. Francesco Lagi e Giovanni Ludeno parlano di relazione di coppia, di vecchiaia, di speranze infrante, in personaggi che non perdono la dignità e la voglia di vivere

Lascia un commento