Al Parenti va in scena la retorica della distruzione di coppia
Di Marta Calcagno BaldiniCategoria Recensioni
Pubblicato Febbraio 19, 2026

Cinque racconti di Tennessee Williams per la regia di Andrea Piazza
La scenografia, di Alice Vanni Tomola, ricorda un luogo a metà tra una soffitta e una stanza per bambini. Disordine, decine e decine di oggetti sparsi per terra: giochi di un’epoca recente ma passata (anni Settanta circa), scarpe, valigie, scatole, bambolotti, il disco dei Pink Floyd The dark side of the moon e altri vinili. Insomma, il mondo dei ricordi, Il museo delle solitudini raccolte come lo definiscono nello stesso spettacolo. Gli spettatori tutti intorno, su panche o bassi sgabelli: aleggia un clima di malinconia e irrisoluzione che presto verrà confermato nell’ora e mezza di spettacolo Parlami come la pioggia, al Teatro Franco Parenti dal 17 febbraio al I marzo. Valentina Picello (Premio Ubu 2025 – Miglior Attrice/Performer e Premio della Critica ANCT 2025 – Miglior Attrice) e Francesco Sferrazza Papa, per la regia di Andrea Piazza, interpretano 5 brevi atti unici di Tennessee Williams (traduzione di Masolino D’Amico) che hanno un unico punto in comune: raccontare la distruzione dei rapporti sentimentali.
Una dopo l’altra, ciascuna dura 20 minuti circa, vivono lo spazio cinque coppie, o meglio cinque rapporti chiusi nello spazio domestico di una casa nella seconda metà del 1900: che siano due giovani, o due fidanzati, che siano due novelli sposi con un neonato, che siano una madre col figlio adolescente o una coppia matura, l’unico punto a cui tutte queste relazioni mirano è l’auto distruzione. Non c’è desiderio di capirsi, ciascuno pensa solo a sé, l’insicurezza economica e lavorativa sono una costante e non aiuta le coppie a sentirsi solidali, semmai a pretendere di più dall’altro. Insomma: musiche originali, bravi gli attori, riuscita la scenografia, produzione del Parenti possibile per concessione di University of the South, Sewanee, Tennessee. E sembrerebbe bastare a garantire la solidità e la professionalità del progetto.
Senza dimenticare, però, che il testo è di Tennessee Williams, quindi i temi sono la precarietà delle relazioni e la fragilità degli esseri umani: pesa, sull’intero spettacolo, la retorica della dissoluzione di coppia come dato di fatto preannunciato. Una galleria non degli orrori, ma sicuramente delle illusioni che crollano e gli egoismi che germogliano. Basta saperlo prima di entrare in sala per godersi lo spettacolo.



Consigli per prima o dopo lo spettacolo
VINO Enoteca con mescita
Ubicato praticamente davanti al teatro Franco Parenti. E’ un locale piccolo, che si riempie facilmente, arredato in modo rustico ma elegante. Pochi tavolini in esterno. Presenta una buona scelta di vini e si possono consumare piatti anche veloci come taglieri. Non chiedete solo un bicchiere di vino con le patatine perchè berrete soltanto.
Indirizzo: Via Pier Lombardo, 9, 20135 Milano
Telefono: 0228098239
Website: https://www.enotecavinomilano.it/
Parenti Bistrot
Prima dello spettacolo offre aperitivo alla carta, servizio bar e cena placé. Dopo è possibile cenare o bere un cocktail (il menù offre piatti classici come Spaghetti di Gragnano, pomodori del Piennolo e basilico, 12 euro, o Risotto alla milanese con gremolada essicata, 14 euro, cotoletta ala milanese, 24 euro, fritto di calamari e fiori di zucca, 16 euro).
Indirizzo: Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo, 14, 20135 Milano
Telefono: 393440101739
Email: prenotazioni@gudmilano.com
BBQ
Da sempre a conduzione famigliare (lui milanese lei di origini argentine), questo ristorante insieme rustico e raffinato punta tutto sulla carne: filetto, tagliata, fiorentina, chateaubriand, tartar per citare i piatti imperdibili, sia per il sapore che per l’ottima qualità. Tra ottimi vini, si trova anche la cerveza Quilmes o la Buenos Aires, mentre, tra le pregiate carni perlopiù italiane, non manca l’entrecote di manzo argentino “Rioplatense”. In menù da assaggiare anche il Salame di Varzi (12 euro), o le tagliate (22 euro, 48 quella “All’antica”, per due persone), come i filetti (27 euro).
Indirizzo: via Pasquale Sottocorno 5, Milano
Telefono: 0276003571
Salt Food Atelier
Un nome e un programma. O meglio un sale, il “Maldon”. Il logo di “Salt”, il ristorante in via Pierlombardo 23, è infatti il rombo che rappresenta i cristalli di sale pregiati della città inglese dove viene prodotto, situata sull’estuario del fiume Blackwater. E’ quasi l’unica nota anglosassone che si trova nell’elegante sala vicina al Parenti, che ha anche un ampio spazio esterno: il ristorante offre infatti una gustosa cucina italiana, piatti gustosi e ricette varie. E pensare che lo chef, Steven Walters, è inglese, o meglio scozzese di Edimburgo, ecco da dove ha origine la passione per il Maldon. “Ho conosciuto la mia futura moglie fuori da una discoteca nella mia città, ci siamo innamorati”. Ora tutta la famiglia (bambino e genitori di lui, “solo mio fratello e mia sorella sono rimasti in Scozia”) si è trasferita a Milano. Si può dire che il locale goda della straordinaria affabilità, cortesia e gentilezza di Steven, qualità che si riscontrano anche nell’arredamento, contemporaneo, ma semplice e raffinato, e le ricette proposte gli corrispondono. Al giovedì sera musica live. Prezzi nella norma.
Indirizzo: via Pier Lombardo 23
Telefono: 3425113260



