Il puritanesimo cerca di uccidere l’arte: la Regina d’Inghilterra porta a processo Oscar Wilde

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Ciapa'l tram

Pubblicato Febbraio 3, 2024

Giovanni Franzoni Oscar Wilde in "Atti Osceni", credit @LailaPozzo
Giovanni Franzoni Oscar Wilde in "Atti Osceni", credit @LailaPozzo

All'Elfo Puccini ancora solo stasera e domani il racconto dei tre procedimenti giudiziari con cui lo scrittore è stato condannato per indecenza

Uno spettacolo che parte lentamente, nel buio di un tribunale, e che non trova la luce: Atti Osceni, di Moises Kaufman (Caracas, 1963), è infatti il racconto dei tre processi che portarono alla condanna di Oscar Wilde a due anni di lavori forzati per gross public indecency nel 1895. In scena al Teatro Elfo Puccini ancora solo stasera e domani, domenica 4 febbraio, per la regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, la produzione dell’impresa sociale in corso Buenos Aires 33, fa luce su un Oscar Wilde forse diverso da quello che si è abituati a immaginare: interpretato da Giovanni Franzoni, infatti, il protagonista risulta lontano dall’inseguimento dei piaceri e della bellezza che hanno contraddistinto la sua vita artistica, poetica e reale, rendendolo un perfetto rappresentante dell’edonismo. Dopo L’importanza di chiamarsi Ernesto, sempre per la regia di Bruni e De Capitani, e che è stato in cartellone dal 12 dicembre al 12 gennai scorsi, con Atti Osceni l’Elfo Puccini ha creato un affresco dedicato a Oscar Wilde.

Nel buio continuo della scena, in cui si muovono altri 8 attori, tutti vestiti di nero, nei ruoli di avvocati e giudici del processo, e Riccardo Buffonini come Alfred Douglas, detto Bosie l’amante di Wilde che durante i processi fu mandato a Parigi per evitare ogni coinvolgimento, l’edonismo del protagonista si trasforma in una capacità di autocontrollo che niente ha più a che fare con una rincorsa alla bellezza in senso puramente estetico. Wilde si dimostra infatti coraggioso, lineare, coerente e moderno: per lui l’omosessualità non è una colpa, al contrario lo è imporre il puritanesimo ad un artista.

Wilde è coraggioso e filosofo, incarna i suoi ideali rendendoli concreti e tangibili: perché condannare un amore omosessuale, anche tra un uomo adulto e un giovane? In un rapporto nascono scambi, idee, la gioventù diventa nutrimento par l’anziano, che però restituisce con l’esperienza e la potenzialità di guida: non ci sono “atti osceni” né colpe, al contrario nello scambio c’è arte e l’arte è salvifica per l’uomo. Concetti illuminanti, troppo moderni e di una complessità inaccessibile per i tempi dell’Inghilterra Vittoriana di fine ‘800. E oltre, dato che l’omosessualità non è più un reato in Inghilterra dal 1982: tra il primo processo e il terzo tutti i personaggi compiono un’involuzione. Wilde rimane fermo nelle sue convinzioni di ragione, ma se all’inizio del processo è certo di raggiungere un riscatto finale, nel lungo protrarsi della sua vicenda giudiziaria è sempre più stanco e deluso. Anche l’accusa arriva stremata alla fine. Una stanchezza che, agli occhi degli spettatori, risulta dannatamente evitabile.

Un testo molto coinvolgente, per uno spettacolo che parte lentamente, ma che nel secondo tempo si anima e riesce a tradurre con efficacia e grazie alla bravura della maggior parte degli attori, in particolare del protagonista, la modernità dei concetti che porta avanti.  

DURATA: 2 ore e 20 minuti con intervallo

Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano

Orari spettacolo: martedì, mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30 venerdì ore 19.30 | domenica ore 16.00

Prezzi: intero € 34 / <25 anni € 15 / >65 anni € 18 / online da € 16,50

Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Bistro Olinda

    Propone piatti semplici, da poter consumare se necessario in poco tempo, anche vegetariani e vegani, oltre alle nuove interpretazioni di classici della gastronomia italiana o le incursioni di ricette etniche. I dolci sono fatti in casa, la scelta di vini provenienti da piccoli produttori regionali. Olinda è un progetto collettivo nato nel 1996 con l’obiettivo di superare l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano per ricostruire accessi ai diritti di cittadinanza di persone con problemi di salute mentale.

    Indirizzo: Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires, 33, 20124 Milano

    Website: https://www.olinda.org

  • Ristorante Batong

    Una sala abbastanza piccola a pochi minuti dal Teatro Elfo Puccini. Si trova in Galleria Buenos Aires 14, ma da un lato si affaccia su strada con ampie vetrate. Un gruppo di giovani camerieri, ragazze e ragazzi, simpatici. Tanti clienti cinesi, segno che la cucina è autenticamente asiatica. Infatti il Ristorante Batong è un unicum tra i locali che propongono piatti orientali a Milano: il menù qui è di piatti provenienti dallo Yunnan, regione nell’estremo sud ovest della Cina. Confina con Vietnam, Laos, Birmania e Tibet: ecco perchè si possono gustare qui ricette innovative oltre ai classici involtini primavera o ravioli al vapore (pur presenti). Imperdibili ad esempio gli spaghetti di riso in brodo piccante con carne di maiale macinata (10 euro). Molti sono i piatti con carne, meno di pesce e c’è anche una scelta di ricette vegetariane.

    Chiuso al mercoledì

    Indirizzo: Galleria Buenos Aires 14

    Telefono: 022043712

    Email: ristorante.batong@gmail.com

  • Rosy e Gabriele

    Troverete la storica pizzeria degli attori e persone dello spettacolo. I due originari fondatori del ristorante (Rosy e Gabriele) ora sono in pensione, ma 11 anni fa, hanno lasciato il locale a chi già lavorava con loro da 37 anni. Qui la cucina è aperta fino a tardi (il ristorante chiude all’1), in un ambiente movimentato, allegro e in cui lavorano veri professionisti del servizio ai tavoli, da sempre in sala con camicia bianca e papillon nero. Gestiscono l’arrivo di clienti con o senza prenotazione con maestria e simpatia. Si possono mangiare classici piatti milanesi come risotto o cotoletta, ma la specialità è la pizza, presente in varie ricette. Sarete serviti in un’unica sala da pranzo conviviale dal sapore anni ’70-’80, come il paniere d’altri tempi che contiene amaretti, dolcetti alle mandorle e caramelline al limone o alla menta che viene servito a fine pasto se si sceglie di non prendere il dolce.

    Indirizzo: Via Giuseppe Sirtori, 26, 20129 Milano

    Telefono: 0229525930

Altri articoli relazionati