Andare alla conferenza di presentazione del Teatro Manzoni è ogni anno un evento festoso, a cui il pubblico (non è rivolta solo ai giornalisti) partecipa con una curiosità davvero interessata e positiva. Si sa, è una sala che, come ha ricordato anche Alessandro Arnone, il direttore, “non fa produzioni, è di ospitalità”. In un certo senso, proprio per questo, è un cartellone ancora più complesso da programmare: come non essere considerati di importanza minore rispetto a chi produce? Il Manzoni risponde con chiarezza: quasi 70 titoli in programma nelle varie sezioni tematiche Prosa, Ridere alla Grande, Extra e Family, per più di 200 aperture di sipario.
E non è chiaramente solo una questione di numeri: entrare in questa sala significa la maggior parte delle volte poter vedere uno spettacolo tecnicamente e artisticamente piacevole senza temere di trovarsi, come pubblico, impreparati. Troppo autoreferenziale, troppo lungo: posto che ogni giudizio è relativo, sono rischi che in generale non si corrono al Manzoni. Che, lo dice apertamente, serenamente e senza troppi giri di parole, ha come primo criterio non la ricerca, ma la qualità. “Il Manzoni è una garanzia -sintetizza Ernesto Mauri, presidente del Teatro dal 2021-: mai banale, vario, piacevole e divertente”.
Non per questo superficiale, come dimostra la rassegna della Prosa, che come nella tradizione del Manzoni è in assoluto la più presente. Gli otto spettacoli in abbonamento e i sette fuori abbonamento compongono un cartellone ricco e variegato, che spazia dalla drammaturgia classica a quella contemporanea. Grandi autori, da Molière a Eduardo De Filippo a Neil Simon, grandi interpreti e registi, da Umberto Orsini e Franco Branciaroli a Vincenzo Salemme a Massimo Popolizio. Si parte con Plaza suite, di Neil Saimon, con Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio (15-27 ottobre) per la regia di Ennio Coltorti: tre diverse coppie (tutte interpretate dai due attori) si trovano in tre situazioni di imbarazzo, problemi e inciampi tutte ambientate nella stessa suite di un hotel di lusso di New York.
Da sinistra Debora Caprioglio e Corrado Tedeschi in Plaza suite, credit @TeatroManzoni
Subito dopo, 5-17 novembre, saranno nientemeno che Umberto Orsini e Franco Branciaroli i due protagonisti de I ragazzi irresistibili, altro spettacolo di Neil Simon per la regia di Massimo Popolizio. Dopo essere stato al Piccolo TeatroStrehler la stagione scorsa, approda ora al Manzoni: due attori ormai anziani stanno per partecipare insieme a una trasmissione televisiva che celebra la storia del varietà americano. Ciò accade anni dopo che i due hanno lavorato in coppia e si sono separati per insanabili incomprensioni. Continuiamo con nomi importanti, come Ferzan Ozpetek che, dopo il successo di Mine vaganti diretto dallo stesso regista del suo film anche per il teatro, riporta in scena un suo successo come Magnifica Presenza dal 10 al 22 dicembre. Sotto Natale una prima avventura per il Manzoni con l’ospitalità di Tootsie, dal 26 dicembre al I gennaio, il musical “divertente, romantico e dissacrante”, interpretato da Paolo Conticini e Enzo Iacchetti, diretto da Massimo Romeo Piparo. “Ci sarà anche una buca per l’orchestra -rivela Arnone-, e un allestimento studiato apposta per Milano”. Carlo Buccirosso dirige Il vedovo allegro, dall’11 al 23 marzo, di cui è anche drammaturgo: risate e riflessioni per la commedia che racconta la vita di Cosimo Cannavaccioulo, antiquario rimasto vedovo dopo il Covid e che ha appena visto fallire la sua attività. Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer interpretano Iliade, il gioco degli deidi Francesco Niccoini, dal 25 marzo al 6 aprile, e Alessia Sandrelli, Gigio Alberti, Alessandra Acciai e Alberto Giusta sono i protagonisti di Vicini di casa, dalla commedia dell’autore catalano Cesc Gay.
“Ragazzi Irresistibili”, credit @NicolòFelettiMagnifica presenza, da sx Toni Fornari, Sara Bosi, Luciano Scarpa, Serra Yilmaz. Credit @StefaniaCasellato
Molta attenzione dedica Arnone al cartellone Manzoni Family, per bambini dai 4 ai 12 anni e i loro accompagnatori, fiore all’occhiello del Manzoni al sabato pomeriggio: si tratta di 15 appuntamenti pensati apposta per avvicinare i piccoli al teatro fin da subito nella loro vita.
Grisù, credit @DanielBertacche
Parte integrante di tutto il cartellone è la risata, nella sezione Ridere alla Grande dedicata alla comicità: da Paolo Camilli e la sua Sconfort zone, 3 ottobre, fino a Teo Mammucari, l’8 gennaio, con Appuntamento al buio, e l’atteso Raul Cremona con il suo Bravissssimo! dall’11 al 13 aprile. Cremona che si ritrova anche nell’ampia sezione Manzoni Extra, perché è l’ideatore del Festival della magia che torna dal 3 al 6 gennaio per la sua VII edizione. Edoardo Sylos Labini, Vittorio Sgarbi, Drussila Foer, Giuseppe Cruciani, ma anche Luca Ward, e Mario Giordano con Gianluigi Paragone, passando per Irene Grandi, Alice, Ron, e Rita Pavone, sono solo alcune delle tante e variegate voci che compongono questa parte di un tanto ricco cartellone.
Un anno ricco di spunti e riflessioni, con due produzioni teatrali, tre prime nazionali, dodici spettacoli, cicli di conferenze sulla Storia e gli immancabili concerti della domenica
Alessandro Arnone, direttore,
ringrazia Fininvest "per il supporto morale, ma non solo". Presente anche Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura: "Abbiamo capito che per supporto morale s'intende sostanziale". Toni ironici ma pacifici, per una sala che per Sacchi è "un gioiello architettonico. Milano deve essere capitale del Teatro e il Manzoni è la storia di Milano"
Il Menotti, salvato nel 2020 dall'imprenditore Filippo Perego, con la direzione di Emilio Russo ottiene il riconoscimento che a Milano hanno solo il Parenti e l'Elfo Puccini: "Il mio paradigma? La lentezza"
La parola più ripetuta sembra essere "ritorno", sia per le ospitalità che per le produzioni
Marta Calcagno Baldini
Stagioni // 21 Giugno 2025
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