Gli spettacoli della Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli sono adatti ai bambini? consapevoli della raffinatezza dell’arte e della lunga esperienza che contraddistingue il gruppo è facile pensare di no. Nati a Milano nel 1800 e d’allora attivi sotto la Madonnina e in tutta l’Italia del Nord, i Colla si stabilizzano in piazza Beccaria al Teatro Gerolamo nel 1911 fino alla sua chiusura, 1957. Nella loro Scala ‘in miniatura’ (costruita dalla stessa impresa che stava erigendo la Galleria Vittorio Emanuele e probabilmente utilizzò per il Gerolamo materiali di scarto e di recupero della Galleria per realizzare i due ordini di palchi, il loggione e la platea, per una capienza totale all’epoca di 600 posti) restano stabili fino al 1957. In quell’anno il teatro viene chiuso una prima volta sotto la minaccia di demolizione, per le sue gravi condizioni di degrado, e d’allora la Compagnia Colla gira in Italia e all’estero senza più uno stabile (il Teatro Gerolamo ha riaperto definitivamente dopo un lungo restauro nel 2017). Di certo, però, la Compagnia non ha problemi a trovare un palcoscenico, oltre al suo Atelier in via Montegani 35/1, costruito nel 1994 per dare una sede fissa all’attività dei Colla per circa tre mesi, in parallelo all’ospitalità al Piccolo. In Atelier inoltre sono conservati gli archivi storici (con oltre 30.000 pezzi fra marionette, costumi, scene, attrezzeria etc, datati a partire del 1699 fino ad oggi) e i laboratori artigianali della Compagnia (sartoria, scultura, scenografia, parruccheria, falegnameria), che si occupano del restauro del materiale di tradizione e delle produzioni di quelli per i nuovi spettacoli messi in scena ogni anno e che arricchiscono il repertorio (composto da oltre 300 titoli).
E’ chiaro che, sapendo tutto ciò, l’idea di portare un bambino di 5 anni al Piccolo teatro Grassi dove, dal 18 al 30 giugno, è in scena La Tempesta di William Shakespeare, può risultare azzardata. E infatti, di bimbi la sera della Prima, alle 19.30, ce n’erano solo 4 o 5, di un’età compresa fra i 5 e i 10 anni. Il dramma, ambientato su un’isola imprecisata del Mediterraneo, racconta la vicenda dell’esiliato Prospero, il vero Duca di Milano, che trama per riportare sua figlia Miranda al posto che le spetta utilizzando illusioni e manipolazioni magiche. Mentre suo fratello Antonio e il suo complice, il re di Napoli Alonso, stanno navigando sul mare di ritorno da Cartagine, il mago invoca una tempesta che rovescia gli incolumi passeggeri proprio su quell’isola. Attraverso la magia e con l’aiuto del suo servo Ariel, uno spirito dell’aria, Prospero riesce a rivelare la natura bassa di Antonio, a riscattare il regno e a far innamorare e sposare sua figlia col principe di Napoli, Ferdinando.
Una scena de La Tempesta al Piccolo Teatro Grassi, credit @PiccoloTeatro
Trama complessa, come sempre in Shakespeare, e per di più in questo caso tutto lo spettacolo è recitato indialetto napoletano, con sovratitoli (che aiutano un adulto). Sì, perché utilizza la traduzione di Edoardo De Filippo, che riscrisse la commedia per la Biennale di Venezia del 1985 sotto la proposta venuta da Franco Quadri. Fu un vero progetto di ricerca linguistica e artistica realizzato nell’ambito della collaborazione con il CRT di Milano diretto, fra gli altri, da Franco Laera, che produsse la prima edizione dello spettacolo.
La Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli a fine spettacolo si mostra al pubblico, credit @MartaCalcagno
Quindi un piccolo sbadiglierà dall’inizio alla fine? Si apre il sipario, e già ogni dubbio viene spazzato via: si vede il mare in tempesta, la nave ondeggia pericolosamente fino a spezzarsi. L’intero equipaggio e i passeggeri finiscono in mare. La magia è cominciata, i bambini sono già rapiti nello spettacolo. Sì, perché questa è l’unica certezza da tenere presente: il bambino entra nel sogno, si fa colpire dalla precisione della macchina scenica e la meraviglia dei costumi. Ascolta incantato anche i suoni, magari non capisce tutto subito, ma il senso arriva al completo. Per uno spettacolo che adotta mille cambi di scena, di costumi, di voci e di movimenti, tutti con una precisione che davvero lascia esterrefatti. Certo, Calibano, lo schiavo selvaggio e deforme, può inquietare i più piccoli, ma il lieto fine spazzerà via ogni timore lasciando il ricordo della meraviglia e dell’incantesimo a cui si è assistito e si è partecipato direttamente.
Calibano, il mostro ripugnante schiavo di Prospero, credit @PiccoloTeatro
DURATA: 120 minuti incluso intervallo
Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2
Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16. Lunedì riposo.
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